Manfredonia – CAMPO delle croci, accanto ad un altro, come un orto di sostanza dal tenero terreno che ha seminato piccoli corpi, in esteso mezzo orizzontale, sotto il sole che passa in mezzo ai giganteschi cipressi,attorniati da passeri e avvoltoi neri ,fermi sulle mura. Campo che darà il loro frutto al cielo colore melograno, come la profumata stagione d’autunno. All’attimo di un giorno chiaro, luogo che raccoglie l’istante di un silenzio sia spirituale che mentale .
L’aria umida , arriva dal mare e porta e al nuovo piccolo mondo perduto. I custodi del vecchio campo di petali, dispersi tra rami vegeti ,dei tronchi asciutti e rigorosi. Arrugginiti simboli, con piccole aste di metallo ,con cerchi bianchi dallo sporco rovinato e mangiati dal clima,che quando c’è un po’ di vento li senti suonare come tintinnii da un lento e continuo susseguirsi ,di ritmi sonori e lunghi come corde di un pianoforte ,che riempie l’anima di respiri in questa terra piena di cuori, colma di occhi fermi nel sottosuolo pronti a seguirti fino all’uscita ,di quel cancello della loro casa lontana.
Campo dove loro corrono, anche con pochi denti, ma tra mille mani che unite alle altre formano il domani,quello di tanti che seduti guardano il cielo colore cedro.
di Claudio Castriotta

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