I cento anni di Michele Rignanese detto “U vassire”
Non avrebbe potuto festeggiare meglio i suoi cento anni, il mio adorato zio Michele Rignanese, in quella che ha sempre considerato una sua creatura e seconda casa, avendo contribuito a fondarla, ossia, la sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Manfredonia, ubicata sotto al faro del porto commerciale di levante.
Per il suo importante traguardo è d’obbligo per me tributargli uno scritto, vergando la sua nobile vita giunta al ragguardevole traguardo dei cento anni, grazie ad uno stile di vita sobrio ed improntato al rispetto ed amore per gli altri oltre che a quello ricevuto e, perché no, alla salute che il buon Dio e la sua adorata moglie Felicetta che lo assiste dal cielo, evidentemente gli hanno donato.
Una passione, quella per il mare che eredita dal padre Francesco Paolo, timoniere sul trabaccolo di famiglia “San Nicola”. Appena diciottenne e con la seconda guerra mondiale appena iniziata, quando a Manfredonia vi era letteralmente la fame, decise di arruolarsi volontario nocchiere nella Marina Militare con ferma obbligatoria per cinque anni.
Imbarcato sul cacciatorpediniere “Ghibli”, risultando spesso coinvolto in operazioni dal grande rischio per la propria incolumità, decide di congedarsi dalla Marina Militare nel 1946, quindi, tornato a Manfredonia, viene assunto come vigile urbano dal Comune di Manfredonia, mostrando, grandi doti umane e professionali.
Dopo aver passato circa un ventennio in moto come vigile informatore, con il compito di individuare oer conto del Comune le famiglie in stato di indigenza economica, viene premiato dall’allora Amministrazione comunale ed assume l’incarico di Direttore dei Servizi Cimiteriali, spogliandosi, quindi, della divisa, sempre amata e contribuendo, con il suo instancabile lavoro, a valorizzare ed ampliare il cimitero, tramite continue proposte formali all’allora Sindaco e Giunta municipale.
Nel 1988 raggiunge il merito riposo lavorativo, con i ringraziamenti formali dell’allora Sindaco Matteo Quitadamo.
Contestualmente, riceve delle onorificenze, quella di Cavaliere della Repubblica Italiana, quella di Ufficiale della Repubblica Italiana e il Diploma D’Onore al Combattente per la Libertà d’Italia e quella onorifica del grado di 2° Capo della Marina Militare.
Al suo vissuto lavorativo ritengo doveroso aggiungere giusto qualche rigo per evidenziare le sue eccellenti doti umane. Ho ricordi stupendi del mio trascorso d’infanzia in compagnia di mio zio.
È stato a tutti gli effetti un padre per me, avendomi, cresciuto, amato e sostenuto in ogni situazione di vita, da quando avevo l’età di due anni, quando, non avendo avuto figli, egli e mia zia Felicetta, decisero di crescermi, con il benestare dei miei genitori.
Dunque, ho avuto la fortuna di ricevere, contestualmente, l’amore dei miei genitori e quello dei miei adorati due zii, come era solito accadesse negli anni 70’.
Va evidenziato che è stato zio Michele che ha iniettato nelle mie vene, all’età di appena quattro anni, l’amore e la passione per i colori del Manfredonia Calcio, portandomi con sè allo stadio ogni domenica, unitamente a mio cugino Bruno, di dieci anni più grande, quando, non mancava mai tra il primo e secondo tempo il famoso ciambellone alla crema.
Ricordo le nostre lunghe passeggiate domenicali, quando, si recava, da un capo all’altro della città, a salutare le sue adorate sorelle ed il suo longevo padre di 96 anni che ci raccontava, tra nuvole di fumo derivanti da una tirata e l’altra di una pipa artigianale, dei suoi viaggi per mare.









Ha ospitato in casa sua, con tutti gli onori e rispetti e per lunghi 33 anni, mio nonno Antonio Castriotta, padre di mia zia, rimasto vedovo a 73 anni, assistendolo amorevolmente sino al suo ultimo respiro.
Abbiamo amaramente pianto insieme quando, dopo essersene preso cura per quattro anni perché ammalata, ha perduto l’amore della sua vita e moglie Felicetta, volata al cielo qualche anno fa, “rompendo” il nostro perfetto ed amorevole trio tra le mura domestiche.
Ma la promessa che le ho fatto in punto di morte è stata quella di prendermi cura del suo adorato Lillino ed è una promessa che ho ampiamente mantenuto.






Mio Zio Lillino, ha ricevuto una grande attestazione di amore e stima da parte degli amici membri dell’Associazione, dei nipoti e parenti ed amici intervenuti che hanno voluto condividere con lui la gioia per il raggiungimento di questo splendido traguardo di vita e per questo non posso che ringraziarli tutti.
Un ringraziamento al Presidente dell’Associazione, Dino Salice ed al Direttivo ed i soci tutti che hanno consentito, di festeggiarlo nella loro sede con gli onori di casa omaggiandolo di un bellissimo crest dell’A.N.M.I Gruppo Sgt Mc Pellico di Manfredonia.
Giunto al traguardo del 100, riprende la corsa per un nuovo traguardo ed io sarò sempre accanto a te a “pedalare”, sostenendoti nella difficoltà, carissimo Zio Michele, concludendo, riportando il bell’augurio dei nipoti Bruno ed Antonio: “Per i prossimi 100 anni, epici romanzi”.
Ti voglio un mondo di bene e altri 100 di questi anni.
Tuo Antonio Castriotta

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