Manfredonia. Ti dico Buon Natale, mentre il cuore si avvicina piano, in una mano, in punta di piedi, al respiro del naso, di quando mi dicevi “un altro sogno è arrivato”. Ora, mi mancano le tue parole in siciliano, Manfredonia rappresentava per te la terra d’esilio, ma la tua nuova città del territorio di mare. Sì, guardo accanto alla mia postazione di lavoro: c’è un altro collega ma sento la tua presenza con un respiro diverso, da quello partito per la via verso la Trinacria.
Giovanni e il silenzio di un umile gesto. Il ricordo è un addobbo da appendere ad un albero. Lo so, non hai avuto il tempo di vivere, in quella casa che avevi appena abitato ,dopo tanti sacrifici, eppure una luce accesa l’hai rimasta, quando il giorno si fa sera, accende la sua candela natalizia, per vivere dove il tempo è ancora presente , al posto di un tavolo… dove c’è una sedia vuota.
di Claudio Castriotta

Gennaro Casillo nuovo presidente della Confesercenti Foggia
Accolto il ricorso della difesa: l’area di 10.000 metri quadri posta sul litorale di Zapponeta, sequestrata il 19 maggio, viene restituita ai proprietari