Gaza: emergenza rifiuti, rischio sanitario

A Gaza City tonnellate di rifiuti invadono le strade. Un portavoce del Comune avverte: "È una bomba a orologeria".

Allarme sanitario a Gaza City: tonnellate di rifiuti stanno invadendo la città, creando quella che un portavoce del Comune ha definito “una bomba a orologeria“. La principale discarica della Striscia si trova al di fuori della Linea Gialla, rendendo impossibile lo smaltimento regolare dei rifiuti. La situazione igienico-sanitaria peggiora ogni giorno, con il rischio concreto di epidemie e malattie.

L’emergenza rifiuti a Gaza City

La situazione dei rifiuti a Gaza è ormai fuori controllo. Le strade di Gaza City sono invase da montagne di spazzatura che si accumulano ai bordi delle carreggiate, nei pressi delle abitazioni e persino davanti agli ospedali. Il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti è completamente collassato a causa del conflitto in corso e della distruzione delle infrastrutture. Un portavoce del Comune di Gaza City ha lanciato un allarme drammatico: “Siamo di fronte a una bomba a orologeria. Se non interveniamo subito, rischiamo un’emergenza sanitaria senza precedenti”. La discarica principale della Striscia, che serviva l’intera area settentrionale di Gaza, si trova al di fuori della Linea Gialla stabilita dalle autorità israeliane, rendendo impossibile per i camion della nettezza urbana raggiungere il sito. Di conseguenza, i rifiuti si accumulano nelle strade e nei quartieri residenziali, creando un grave pericolo per la salute pubblica.

I rischi per la salute pubblica

L’accumulo di rifiuti rappresenta una minaccia concreta per la salute della popolazione di Gaza. I rifiuti organici in decomposizione attirano insetti, ratti e altri animali portatori di malattie. Il cattivo odore è insopportabile e l’aria è irrespirabile in molte zone della città. Gli esperti sanitari avvertono che la situazione potrebbe favorire la diffusione di malattie infettive come colera, tifo e dissenteria. I bambini sono particolarmente a rischio, poiché giocano spesso per strada e possono entrare in contatto con i rifiuti contaminati. Inoltre, la mancanza di acqua potabile e di servizi igienici funzionanti aggrava ulteriormente il quadro sanitario. Gli ospedali di Gaza, già sovraccarichi per i feriti del conflitto, non sarebbero in grado di gestire un’eventuale epidemia. Organizzazioni internazionali come l’OMS e la Mezzaluna Rossa hanno lanciato ripetuti appelli affinché si trovi una soluzione urgente al problema dei rifiuti, ma finora senza risultati concreti.

Le cause del collasso del sistema di smaltimento

Il collasso del sistema di smaltimento rifiuti a Gaza è il risultato di una combinazione di fattori. Il conflitto in corso ha distrutto gran parte delle infrastrutture della Striscia, inclusi i mezzi per la raccolta dei rifiuti e gli impianti di trattamento. Molti dipendenti comunali non riescono a raggiungere il posto di lavoro a causa delle restrizioni agli spostamenti e della pericolosità della situazione. La discarica principale, situata al di fuori della Linea Gialla, è inaccessibile per motivi di sicurezza, costringendo le autorità locali a cercare soluzioni alternative che finora si sono rivelate insufficienti. Alcuni rifiuti vengono bruciati all’aperto, creando nubi di fumo tossico che avvelenano l’aria. Inoltre, la carenza di carburante impedisce ai pochi camion ancora funzionanti di operare regolarmente. La comunità internazionale è stata chiamata a intervenire con aiuti d’emergenza, ma le limitazioni agli accessi umanitari rendono difficile l’arrivo di attrezzature e personale specializzato.

Gli appelli della comunità internazionale

Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni umanitarie hanno lanciato appelli urgenti affinché si trovi una soluzione all’emergenza rifiuti a Gaza. L’OMS ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare in una crisi sanitaria di vaste proporzioni, con il rischio concreto di epidemie che potrebbero colpire centinaia di migliaia di persone. L’UNICEF ha chiesto di garantire la protezione dei bambini, particolarmente vulnerabili alle malattie legate all’insalubrità ambientale. Anche la Croce Rossa Internazionale ha espresso preoccupazione e ha offerto supporto logistico e tecnico per affrontare l’emergenza. Tuttavia, qualsiasi intervento richiede il coordinamento tra le autorità locali, Israele e gli attori internazionali, un processo complicato dal contesto politico e militare. Nelle scorse ore, alcuni paesi europei hanno annunciato stanziamenti per progetti di emergenza igienico-sanitaria a Gaza, ma i fondi dovranno essere tradotti in azioni concrete sul terreno. La popolazione di Gaza, stremata da mesi di conflitto, attende con ansia un segnale di speranza.

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