Fuoco e tradizioni per Sant’Antonio a Rocchetta

Fuoco e tradizioni per Sant’Antonio a Rocchetta
Le lingue di fuoco dei falò illumineranno la notte del 16 gennaio, e ad allietare la festa ricchi buffet e il celebre ruoto di capuzza di agnello e patateRocchetta Sant’Antonio si prepara a celebrare la Festa Patronale di Sant’Antonio Abate, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari dei Monti Dauni, in programma dal 15 al 17 gennaio 2026. Un evento che unisce fede, memoria storica, tradizioni popolari e forte senso di comunità, richiamando ogni anno cittadini e visitatori da tutto il territorio.

Cuore pulsante della festa sono i falò tradizionali, realizzati con paglia e ginestre, celebri per le imponenti “lingue di fuoco” che illuminano il borgo e ne riscaldano l’atmosfera invernale. Attorno al fuoco si rinnova un rito collettivo che affonda le radici nella storia locale e nella devozione al Santo.

Particolarmente significativo è il dono ai bambini del paese, tradizione che rievoca un episodio risalente alla Seconda guerra mondiale, simbolo di solidarietà e speranza tramandato di generazione in generazione.

Elemento distintivo della festa è anche il protagonismo della municipalità: come da consuetudine, vengono rivolti gli auguri al sindaco e la comunità si reca a prenderlo in pompa magna presso la sua abitazione, in un momento di forte valore simbolico e partecipativo.

Ai rocchettani e ai visitatori saranno offerti ricchi buffet con liquori e prodotti tipici locali, seguiti dalla tradizionale cena post falò, durante la quale sarà possibile degustare il celebre ruoto di capuzza di agnello e patate, insieme ad altre specialità della gastronomia del territorio.

La festa si concluderà il 17 gennaio con uno dei momenti più attesi e suggestivi: la benedizione degli animali da parte del parroco del paese. Non solo animali domestici, ma anche asini, bovini e cavalli accompagneranno la celebrazione, richiamando l’antico legame tra Sant’Antonio Abate, il mondo rurale e la vita contadina.

“La Festa Patronale di Sant’Antonio Abate – spiega il sindaco Pompeo Circiello-si conferma così un’occasione preziosa per riscoprire le radici culturali dei Monti Dauni e vivere un’esperienza autentica di comunità, tradizione e accoglienza”. Dello stesso avviso il presidente dell’associazione LiberaMente che quest’anno avrà il compito di organizzare i festeggiamenti. “Abbiamo voluto rispettare meticolosamente il cerimoniale per tramandare una tradizione fatta di momenti importanti identitari per il nostro paese – chiude il presidente Gabriele Mastromatteo”

Exit mobile version