Foggia: “Chiarezza sull’episodio di via Piave”
Torniamo sull’episodio segnalato in via Piave lo scorso 11 gennaio con la massima cautela, perché sulle parole bisogna essere precisi. In base a quanto riferito da chi era in contatto diretto con i titolari, si parla certamente di tentato furto (artt. 624 e 56 c.p.) e un contatto fisico che avrebbe causato graffi alla moglie del titolare. Ed è proprio questo elemento – la possibile violenza o minaccia durante l’azione o la fuga – che, in astratto, potrebbe far rientrare fatti del genere anche nel perimetro di una tentata rapina (art. 628 c.p., in particolare comma 2 se la violenza/minaccia è subito dopo la sottrazione; e art. 56 c.p. per il tentativo). Ma questo lo stabiliscono soltanto le autorità, non i social: noi non abbiamo né gli atti né le competenze per “etichettare” giuridicamente l’accaduto.
Resta una cosa: cambia poco sul piano sostanziale, perché parliamo comunque di un fatto grave, avvenuto nel Quartiere Ferrovia, dove troppo spesso si leggono notizie di reati e tensioni, qualunque sia la definizione corretta.
Riportiamo quindi la testimonianza, in forma di virgolettato, attenendoci il più possibile alle parole ricevute da un residente: “Lo so perché mi ha raccontato tutto il titolare del negozio di via Piave. Un uomo è entrato e ha iniziato a girare tra gli scaffali. Ha visto la moglie del titolare con il cellulare in mano e ha pensato che non lo stesse controllando. In realtà lei faceva finta di guardare il telefono, ma alzava spesso gli occhi e lo teneva d’occhio anche grazie alle telecamere presenti nel locale. Convinto di non essere visto, l’uomo ha preso due cappelli e li ha infilati nel giaccone. È ripassato davanti alla moglie, poi si è spostato più avanti e avrebbe preso anche un oggetto elettronico. Successivamente ha preso altra merce e l’ha nascosta nei pantaloni, davanti, chiudendo il giaccone. Nel frattempo la moglie ha chiamato il marito che era sul retro, per farlo venire davanti e fermarlo. Quando si è accorto di essere stato scoperto, l’uomo ha tentato la fuga ed è stato rincorso. Nel trambusto la moglie si è graffiata alle braccia. I due agenti della Polizia Locale presenti in zona, sentite le urla, sono intervenuti e hanno chiesto rinforzi. La refurtiva, alla fine, sarebbe stata recuperata direttamente dai titolari”.
Un dettaglio importante, sempre in base alla segnalazione: durante la perquisizione non sarebbe stato rinvenuto nulla, perché la refurtiva sarebbe stata recuperata autonomamente dai titolari nel corso dei concitati momenti dell’episodio. Anche su questo: saranno gli accertamenti – se il titolare sporgerà denuncia – a chiarire ogni passaggio.
E una cosa va detta chiaramente: non va minimizzato. Non è “fake news” solo perché non c’era merce addosso al soggetto al momento della perquisizione. L’episodio c’è stato e, sempre secondo quanto ci viene riferito, sarebbero intervenute numerose pattuglie (ben otto) delle forze dell’ordine, sempre pronte. Questo, da solo, basta a far capire che non si trattava di una “storiella”.
Noi non puntiamo il dito: chiediamo soltanto che si faccia chiarezza e che i controlli in zona siano continui e davvero efficaci, perché residenti e commercianti hanno diritto a lavorare e vivere senza paura.
Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia

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