Foggia, allarme nel carcere: infermieri senza medico in servizio durante un turno di emergenza. Presentata una relazione urgente all’ASL
FOGGIA – Una grave criticità organizzativa e assistenziale sarebbe emersa nella giornata del 19 luglio 2026 presso l’Area Sanitaria della Casa Circondariale di Foggia. Un gruppo di infermieri in servizio ha trasmesso una relazione urgente al Direttore Generale dell’ASL Foggia, alla Direzione del Servizio Penitenziario, al Dirigente Sanitario e al Coordinatore Infermieristico, denunciando l’assenza del medico incaricato del turno pomeridiano e la conseguente gestione dell’assistenza sanitaria con il solo personale infermieristico.
Secondo quanto riportato nella relazione, durante il turno 14.00-21.00 non sarebbe stato presente alcun medico di presidio né sarebbe stato individuato un sostituto, lasciando gli infermieri ad affrontare in autonomia situazioni cliniche particolarmente delicate.
Tra gli episodi segnalati figura anche quello di un detenuto che avrebbe manifestato un trauma cranico recente, accompagnato da stato confusionale e difficoltà nell’eloquio, un quadro clinico che richiedeva una tempestiva valutazione medica.
Di fronte all’impossibilità di reperire un medico all’interno dell’istituto, il personale infermieristico avrebbe inizialmente richiesto l’intervento della Guardia Medica. Tuttavia, secondo quanto riferito nella relazione, sarebbe stato comunicato che la situazione non rientrava nelle competenze del servizio di Continuità Assistenziale. Gli infermieri hanno quindi attivato il 118, ma anche le ambulanze intervenute sarebbero risultate prive del medico a bordo.
In questo contesto gli infermieri hanno continuato a garantire l’assistenza nei limiti delle proprie competenze professionali e dei protocolli vigenti, fino alla valutazione da parte del personale dell’emergenza territoriale. Alcuni detenuti avrebbero rifiutato il trasferimento in ospedale, mentre il paziente con sospetto trauma cranico è stato trasferito al Pronto Soccorso del Policlinico di Foggia.
Nella relazione si sottolinea come questa situazione abbia determinato un elevato rischio organizzativo e assistenziale, oltre ad aver esposto il personale infermieristico a un significativo aggravio di responsabilità in assenza della prevista copertura medica.
Gli infermieri chiedono ora che venga avviata un’approfondita verifica per accertare le cause della mancata copertura del turno medico, individuare eventuali responsabilità e predisporre misure organizzative in grado di garantire la continuità dell’assistenza sanitaria all’interno della struttura penitenziaria, evitando il ripetersi di episodi analoghi.
La relazione chiede inoltre che il documento venga acquisito agli atti quale segnalazione formale della criticità e quale tutela del personale infermieristico che, secondo quanto dichiarato, ha operato esclusivamente nell’interesse della salute dei detenuti e nel rispetto delle competenze previste dal proprio profilo professionale.
La vicenda riporta l’attenzione sul tema della sicurezza clinica e dell’organizzazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari, dove la presenza di adeguate figure professionali rappresenta un elemento essenziale per garantire il diritto alla salute delle persone detenute e per tutelare gli stessi operatori sanitari chiamati quotidianamente a lavorare in contesti complessi.

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