Flash Mob e presidio a sostegno dello sciopero dell'”Anna Rizzi”

Il 13 giugno si terrà una nuova mobilitazione sindacale dei lavoratori della Casa di Riposo “Anna Rizzi”: i lavoratori in appalto protesteranno per chiedere gli ormai sette mesi di stipendi arretrati e garanzie sul pagamento delle nove mensilità per i quali il tribunale ha già stabilito il pignoramento delle risorse.

Ormai da anni la storica casa di riposo di Manfredonia è commissariata ed in cronica sofferenza forse proprio a causa di un lungo commissariamento che appare senza progetto e della mancanza di un serio interesse delle amministrazioni comunali seguitesi negli anni: la struttura ha ormai accumulato debiti per centinaia di migliaia di euro e chiude ogni anno il proprio bilancio in negativo. Ad oggi i lavoratori non pongono soltanto il sacrosanto problema degli stipendi arretrati, ma sono anche gli unici a chiedere che la struttura sia rilanciata e possa continuare a funzionare serenamente: senza un valido progetto di rilancio e senza un futuro stabile l’impegno di chi svolge il suo lavoro quotidianamente con amore e con passione, nonostante le incredibili difficoltà, rischia di non essere più sufficiente.

È compito dei cittadini e della società civile chiarire senza ombra di dubbio che la Casa di Riposo ha un valore storico, perché costituisce un importante lascito del volontariato cattolico sipontino, ha un valore affettivo, per quello che è riuscita ad offrire a tanti anziani ed anziane nel corso degli anni, ma ha anche un importante valore per il diritto alla salute delle generazioni a venire e per il diritto al lavoro di 20 lavoratori e delle loro famiglie.

Noi cittadini e cittadine, associazioni e comitati, chiediamo un serio impegno di Regione e Comune di Manfredonia perché:

A Manfredonia non si può più scherzare con la salute ed il lavoro.

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