Di Energas se ne sta parlando tanto negli ultimi giorni e addirittura a Natale è intervenuto anche Monsignor Padre Franco Moscone nella sua omelia. Ma cosa è cambiato rispetto alla conferenza di servizi sulla questione Energas tenutasi nel dicembre 2018 al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma? “Assolutamente nulla”, risponde secco Angelo Riccardi ex primo cittadino di Manfredonia.
Quindi significa che non si profila all’orizzonte l’inizio dei lavori per il mega impianto gpl in riva al Golfo? “E perché mai? Affinché si possa costruire il deposito Energas a Manfredonia occorrerebbe un esito favorevole del ricorso presso il TAR Lazio di Energas contro il provvedimento del Ministero dei Beni Culturali e la relativa chiusura favorevole della conferenza di servizi al MISE”, evidenzia e poi aggiunge: “Al momento sarebbe utile un intervento della Regione Puglia finalizzato a definire con un atto amministrativo la posizione negativa più volte espressa in conferenza”.
Per l’ex sindaco, chiamato in causa in una vicenda che più volte l’ha visto protagonista nei nove anni del suo mandato, sarebbe opportuno definire la questione “prima della prossima tornata elettorale per ricordare che il referendum è stato chiaro e non lascia dubbio alcuno rispetto alla volontà espressa dall’intera comunità”.
A questo punto non si capisce il perché del susseguirsi negli ultimi giorni di comunicati di esponenti autorevoli che hanno tenuto a precisare il proprio beneplacito all’insediamento, con conseguente allarmismo in città. “Il fatto -spiega Riccardi – è che il TAR Puglia ha respinto il ricorso della LIPU, del Comune e del CAONS, ma questo non apporta alcun cambiamento su ciò che era già stato deciso precedentemente. È semplicemente una tessera inutile in un mosaico complesso”.
In parole povere, i ricorsi respinti non determinano alcun tipo di cambiamento in una vicenda che rimane cristallizzata esattamente ad un anno fa, con la raccolta al MISE dei pareri favorevoli espressi dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA/VAS, ma che senza un’intesa (che non c’è) da parte della Regione Puglia, non comporteranno la costruzione del deposito.
Angelo Riccardi, pur non indossando più le vesti istituzionali, ribadisce, rassicurando i cittadini, che comunque il mega impianto da 60milla mc, il più grande d’Europa, a Manfredonia non si potrà fare mai. E questo grazie all’iter lungo oltre due decenni che ha visto prima nei confronti dell’Isosar e poi di Energas l’assoluta contrarietà dell’amministrazione a questo tipo d’insediamento. Contrarietà ribadita dall’intera città che con il referendum del novembre 2016 si è espressa ufficialmente e coralmente con un sonoro 96% al progetto fortemente voluto dal patron Diamante Menale.
Maria Teresa Valente

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