Figli di terre lontane sono fratelli di strade deserte, sono alla sete, con le loro musiche un po’ stonate per le vie più nelle domeniche mattine fisarmoniche dal suono singhiozzante, troppi suoni di trombe squillate senza limite, tante musiche e monete dai balconi gettate.
Senza parole tra di loro, con cattiverie si prendono a calci dentro la notte e sono botte di santa ragione, senza padrone nuove maestrie, nuove frontiere. Noi insegnanti, figli di emigrazione siamo dall’altra parte dove nasce il sole. Ecco quello che vedo e che ho visto…gli occhi si chiudono stanchi di forze.
di Claudio Castriotta

Gennaro Casillo nuovo presidente della Confesercenti Foggia
Accolto il ricorso della difesa: l’area di 10.000 metri quadri posta sul litorale di Zapponeta, sequestrata il 19 maggio, viene restituita ai proprietari