Destino: “Mattinata, 8 milioni di soldi pubblici, ma le attività turistiche e residenti dovranno pagarsi la fogna da soli”

Destino: “Mattinata, 8 milioni di soldi pubblici, ma le attività turistiche e residenti dovranno pagarsi la fogna da soli”

8 MILIONI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI, MA ATTIVITÀ TURISTICHE E RESIDENTI DOVRANNO PAGARSI LA FOGNA DA SOLI.

Con questo progetto dell’AQP in fase di esecuzione, se un utente privato si trova al di sotto della strada della difesa, sotto quota rispetto alla rete fognaria principale, e quindi impossibilitato ad allacciarsi “a gravità”, sarà costretto a realizzare un impianto privato di sollevamento. Questo accade perché il nuovo progetto realizzato su proposta dell’AQP, e non del Comune di Mattinata come quello precedente, per evitare i costi di manutenzione non prevede più gli impianti di sollevamento collettivi alla base dei “pettini a mare”.

Di conseguenza, il residente o il ristoratore sarà costretto a realizzare un impianto privato di sollevamento,

una pompa capace di raccogliere i reflui e spingerli fino alla condotta pubblica posta più in alto.

Indicativamente un impianto prefabbricato con pozzetto interrato, elettropompa, valvole e quadro elettrico, può costare tra 5.000 e 8.000 euro. A questi importi vanno poi aggiunti: scavi, opere murarie, tubazioni, allaccio elettrico, eventuali autorizzazioni, manutenzione periodica, consumi energetici, sostituzione delle pompe nel tempo, tutto a carico del privato!

Per questa ragione, nei progetti pubblici delle aree costiere, normalmente si prevedono stazioni di sollevamento collettive: servono proprio a evitare che ogni cittadino debba affrontare autonomamente costi tecnici ed economici così elevati. La vera questione quindi non è tecnica, perché le soluzioni esistono, ma economica e progettuale: chi deve sostenere il costo del superamento del dislivello? Se i 6 impiantini previsti lungo i “pettini” sono stati eliminati nell’attuale progetto dell’AQP, chi pagherà? 

Il Comune? L’Acquedotto? Oppure direttamente i privati?

E qui emerge anche un tema di equità. Un’opera finanziata con circa 8 milioni di euro di risorse pubbliche, dovrebbe garantire condizioni di accesso ragionevolmente uniformi ai cittadini interessati dal servizio, evitando che il costo del collegamento ricada in modo sproporzionato solo su alcune proprietà penalizzate dalla posizione del terreno.

A queste osservazioni, un amministratore pubblico risponde con chiarezza, prendendo atto senza polemiche che l’infrastruttura è attualmente inadeguata ai bisogni dell’intero territorio, assumendosi l’impegno di un necessario adeguamento strutturale.

E’ CHIARO AI CITTADINI?

Apprendiamo inoltre dalla lettura della Determinazione Dirigenziale n. 40 del 25 marzo 2026 che sono stati spesi circa 48.000 Euro per la realizzazione di una rete idrica a Mattinatella in località Fontana delle Rose; dagli atti non risultano quali e quanti cittadini siano stati serviti dalla infrastruttura realizzata.

Può dirci Sindaco in base a quali criteri è stato scelto di realizzare l’opera a Mattinatella e non in altre aree del territorio di Mattinata dove i cittadini non sono serviti dall’acquedotto (loc. San Benedetto, località Copparasa, loc. Incoronata, loc. Scarpetta d’oro).

Non ritiene che era più importante realizzare l’opera in altre zone non coperte dal servizio idrico dove con la stessa cifra si potevano allacciare molte più utenze?

La consigliera comunale di minoranza Destino

Exit mobile version