CSN Manfredonia: “Cormorani? Leggende metropolitane”

CORMORANI E PESCA, OLTRE L’ALLARMISMO VERSO UNA VERITÀ SCIENTIFICA

In merito alle recenti e preoccupate dichiarazioni di alcune associazioni di categoria riguardanti i presunti danni incalcolabili causati dai cormorani, il Centro Studi Naturalistici intende ristabilire un perimetro di realtà basato sull’osservazione scientifica e sui dati raccolti sul campo, in particolare presso l’Oasi Laguna del Re alla foce del Candelaro – Manfredonia.

È necessario smentire con forza la narrazione di una “natura matrigna” che starebbe depredando le nostre risorse ittiche. Al contrario, la nostra esperienza diretta racconta una storia diversa: l’Oasi è regolarmente frequentata da cormorani, marangoni minori e altre specie ittiofaghe, eppure non registriamo alcun calo nel popolamento di pesce nelle valli anzi. La stabilità di queste specie è un dato acquisito da decenni; semmai, negli ultimi anni, stiamo assistendo a fluttuazioni negative dei contingenti migratori, segno di una fragilità ecosistemica che dovrebbe preoccuparci ben più della presunta voracità di questi uccelli.

A tal proposito, Vincenzo Rizzi, naturalista esperto in monitoraggio faunistico, dichiara quanto segue:

Le leggende metropolitane secondo cui i cormorani distruggerebbero i popolamenti ittici dei nostri bacini sono prive di fondamento scientifico. Sebbene possano esserci impatti locali su allevamenti intensivi, si tratta di problemi facilmente risolvibili con l’installazione di semplici reti di protezione, che evitano il banchetto gratuito senza demonizzare la fauna. Ciò che invece osserviamo con estrema preoccupazione è l’impatto devastante della pesca, specialmente quella abusiva. Sono le reti abbandonate o utilizzate illegalmente, che rimuoviamo costantemente dall’Oasi, a causare la morte di un numero ingente di pesci e di altre specie protette. La documentazione fotografica allegata parla chiaro: il vero pericolo per l’equilibrio della Laguna non vola sopra l’acqua, ma agisce spesso nell’ombra dell’illegalità.”

È bene inoltre evidenziare alcuni punti tecnici fondamentali per la comprensione del fenomeno:

In conclusione, invitiamo le istituzioni e le associazioni a spostare il focus dalla persecuzione di una specie protetta alla tutela reale del territorio, contrastando con determinazione il bracconaggio e la gestione selvaggia degli attrezzi da pesca, veri nemici della nostra economia e della nostra biodiversità.

Ufficio Stampa – Centro Studi Naturalistici

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