La psicosi da Coronavirus sta mandando tutti in tilt. Emblematico è il caso di un medico che, preoccupato di poter essere stato contagiato, si è recato al pronto soccorso della propria città stazionando nella sala d’attesa, ignorando (proprio lui che avrebbe dovuto spiegarlo agli altri) che il protocollo da seguire è invece quello di rimanere a casa e chiamare il numero verde (in Puglia: 80071393) per evitare, in caso di positività, di trasformarsi in untori.
Ovvio che non è semplice, dato il continuo bombardamento dei media, mantenere la calma. Eppure, dovremmo comunque provarci, almeno per evitare che i nostri figli e i bambini in generale possano vivere con ansia e preoccupazione una situazione nuova per tutti e che per loro rischia di diventare traumatica.
A Manfredonia l’ Istituto Comprensivo “Ungaretti-Madre Teresa di Calcutta” ha messo in campo una bellissima iniziativa: leggere in classe un giornale con la notizia del Coronavirus e commentarlo per poi scrivere insieme le proprie riflessioni. Ne è venuto fuori un tema bellissimo della classe IV C della primaria pubblicato oggi, 1 marzo 2020, in seconda pagina sul quotidiano l’Avvenire. A seguire alcune parti.
“In classe abbiamo parlato di epidemia, psicosi, quarantena, contagio, malattia, paura… Il lessico di questi giorni non ci fa stare tranquilli, ci mette in agitazione, ci trasmette ansia e preoccupazione. Abbiamo un po’ timore di stare con gli altri, incontrarci, vedere amici, parenti e conoscenti: non riusciamo più a fare una vita “normale”. Non vediamo l’ora che tutto questo finisca (anche se per ora non siamo direttamente coinvolti… ), perché abbiamo capito che vivere nella paura è un “non vivere”. Vivere isolati, essere “esclusi”, emarginati (anche se solo per pochi giorni) provoca sofferenza e fa tanto male”.
“Quando tutto questo sarà finito, ci resteranno alcuni importanti insegnamenti che veramente valgono nella vita: stare insieme è troppo importante, aiutarci reciprocamente, rispettarci con tutte le nostre diversità. Per ora ci resta questo grande «Desiderio di guarire»“.
“Stiamo scoprendo in questi giorni che venire a scuola, vivere normalmente, poter stare insieme è una cosa bellissima. Condividere, con i compagni e le compagne, con le insegnanti, paure e preoccupazioni, aiuta tantissimo e ci fa stare più tranquilli. Anche se un po’ preoccupati per la situazione in Italia e nel mondo, anche se abbiamo paura che il Coronavirus possa contagiare noi e le persone a noi care, oggi è stato bello condividere in classe il «Desiderio di guarire»”.
Maria Teresa Valente

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