“Non ho la palla di vetro per dire se dovremo rivedere le stime del Pil, ma se queste misure ci aiuteranno a contenere il contagio credo che qualche spesa in più ce la possiamo permettere a Natale”: lo ha detto ieri il premier Conte in conferenza stampa.
“Non sto pensando a veglioni, cene natalizie, cenoni, balli. Bisogna rispettare le regole. Ma se ci arriviamo in serenità, anche la fiducia nei consumi non sarà depressa e potremo vedere i benefici economici”.
L’ottimismo per Natale è giustificato dalla linea dei contagi?
Considerando l’inizio della seconda ondata (metà settembre?) ed il picco a 60/70 giorni da quella data, tra poco raggiungeremo il punto più alto dei contagi ed è dimostrato dal fatto che, ad oggi, non si è vista alcuna discesa.
“Oscillazioni quotidiane” nel numero dei contagi, che “sono ampiamente previste, quello che bisogna vedere è come va il trend. E certamente nelle ultime 3 settimane abbiamo avuto un trend in aumento, anche se negli ultimi giorni, a occhio e croce, vediamo una certa stabilizzazione a livelli relativamente elevati”, ha detto ieri Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, in conferenza stampa al ministero. Ma ha precisato l’esperto, “il numero di positivi sul numero di tamponi supera il 10%”. Quindi il “tasso di positività è ancora piuttosto elevato e questo è un segnale non del tutto positivo. Il numero di ricoveri, anche in terapia intensiva, negli ultimi giorni è stato tendenzialmente in aumento – ha continuato Rezza – anche se in quasi tutte le aree del Paese ancora non si registra una vera e propria criticità, perché il numero di posti in terapia intensiva è aumentato rispetto alla fase 1″ dell’emergenza.”
Tutto fa pensare che le prossime due settimane saranno decisive per il Natale. Se inizieremo a vedere una discesa dei casi potremmo essere ottimisti per Natale (sia chiaro, non vi saranno numeri bassi come in estate, ma nemmeno alti come oggi…), considerando che nulla è calcolabile scientificamente e le variabili sono tante.
Per mettere la parola fine al Covid-19 è ancora presto.

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