Cittadini stranieri a Manfredonia, La Marca conferma: “Un percorso che, come Sindaco, ho ritenuto doveroso sostenere”
📍Già alcuni mesi fa, il Governo ha disposto la riconversione dell’ex CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo), struttura che negli anni ha accolto cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Si tratta di un passaggio importante, frutto di un percorso condiviso con la Prefettura e la Regione Puglia, finalizzato al superamento dei ghetti.
Un percorso che, come Sindaco, ho ritenuto doveroso sostenere, nella consapevolezza della complessità legata al superamento dell’insediamento della cosiddetta “pista”, situato a poche centinaia di metri dalla Borgata di Mezzanone. Una complessità che richiede responsabilità istituzionale, collaborazione tra enti e una visione comune, già espressa dal territorio, dalla Regione e dallo Stato, attraverso l’azione della Prefettura, per la realizzazione di interventi integrati.
Alla fine del mese di marzo si è conclusa la procedura di gara per l’affidamento dei lavori relativi alla costruzione del Villaggio di Accoglienza. Conseguentemente, la Prefettura ha disposto la ricollocazione degli ultimi ospiti presenti nel CARA, avvalendosi della disponibilità di strutture private nei territori di Foggia, Manfredonia, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis.
La collocazione nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) è gestita direttamente dalle Prefetture, in collaborazione con soggetti privati accreditati. A Manfredonia, la Caritas Diocesana, insieme alla Cooperativa Alcantara, già impegnata nella gestione di diverse strutture, ha manifestato la propria disponibilità ad accogliere fino a 100 cittadini stranieri richiedenti asilo, provenienti da Pakistan, Bangladesh, Iraq e Siria.
I cittadini richiedenti asilo vengono ospitati temporaneamente nei CAS per una prima fase di accoglienza, necessaria al successivo inserimento nei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), rete territoriale dedicata all’accoglienza e all’integrazione di richiedenti e titolari di protezione internazionale, nonché di minori stranieri non accompagnati e persone in condizioni di particolare vulnerabilità.
All’interno dei CAS, l’accoglienza è garantita da personale qualificato: operatori sociali, assistenti sociali, psicologi, operatori sanitari, mediatori culturali e docenti di lingua italiana, a conferma di un modello organizzato e strutturato.
L’accoglienza non rappresenta soltanto un dovere normativo, ma un’esigenza civile che interpella l’intera comunità. Essa richiede equilibrio, senso di responsabilità e capacità di guardare ai fenomeni con consapevolezza, evitando semplificazioni e contrapposizioni.
Manfredonia, città di frontiera e di incontro tra popoli, costruita nel tempo attraverso il contributo di culture diverse, è chiamata ancora una volta a esprimere, con misura e responsabilità, i valori che ne hanno caratterizzato la storia.
Restiamo umani, restiamo persone che non puntano il dito, ma tendono la mano.
Domenico La Marca – Sindaco di Manfredonia

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