Chiamano il figlio come il sindaco di Lucera per ringraziarlo dell’impegno di questo periodo

Alla fine l’ha chiamato Antonio. Ha scelto di dargli il nome del sindaco di Lucera, la persona che ha preso immediamente a cuore la sua situazione di gestante al tempo del Coronavirus. 

E lui, sorriso a 32 denti, quella storia l’ha soltanto accennata in una diretta Facebook prima della nascita che avvenuta una decina di giorni fa e che l’ha reso talmente felice da sentire quel bambino parte della sua famiglia.


Era il 10 aprile e Antonio Tutolo aveva appeno finito una delle sue sfuriate quotidiane, quando riceve un messaggio whatsapp da una donna che lo contatta per una signora straniera in attesa di un bambino: “Non ha niente e deve partorire a giorni. Possiamo aiutarla in qualche modo? Non ha proprio niente. Io la sto aiutando con dei panni, lei può aiutarmi ad avere pannolini e occorrente per un neonato?”.
Erano i giorni delle grandi raccolte alimentari e dei pacchi in vista di Pasqua e il cellulare del sindaco scottava per le richieste di aiuto che arrivavano da molti suoi concittadini. I buoni pasto sarebbero dovuti ancora arrivare. Quella stessa sera il permier Conte avrebbe annunciato un nuovo Dcpm. L’Italia contava ancora diverse centinaia di morti al giorno e quel messaggio che parlava di una vita in arrivo ha colpito Tutolo in maniera particolare. E così si è messo in moto. 
C’era da comprare una marea di cose: corredino per il bebè, tutto il necessario per il piccolo e la sua mamma sia per il ricovero in ospedale (la cosiddetta valigia) che per il rientro a casa: tutine, pannolini, copertine e così via. In pieno lockdown, un problema anche reperire tutta quella merce, poi fornita da un paio di commercianti locali. Tuttavia, nel giro di poche ore, per il piccolino, si è mobilitata una incredibile macchina della solidarietà. 
“Sono arrivate donazioni da tante persone, anche da consiglieri comunali e assessori”, racconta Tutolo a Luceraweb, che scherzando aggiunge: “Soprattutto le donne dell’Amministrazione si sono fatte prendere un po’ la mano e hanno donato e comprato di tutto, veramente tanta roba”.
La conferma che i genitori di Antonio (junior) gli avevano dato il suo nome il primo cittadino l’ha avuta dalla foto del braccialetto del neonato. Il piccino (2.9 kg) e la mamma stanno bene e sono a casa, dove li aspettavano il papà e il fratellino di circa 6 anni.
“È un bambino bellissimo – ha detto il sindaco come se gli fosse nato un nipote – e ci prenderemo ancora cura di lui, perché le sue necessità sono tante. Antonio è una delle cose belle di questo periodo terribile per Lucera, e secondo me rappresenta la speranza”.

Enza Gagliardi Luceraweb

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