Il nome di Simone Deromedis è diventato familiare anche per chi non segue abitualmente gli sport invernali. La sua vittoria ai Mondiali e l’oro conquistato ai Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 hanno acceso i riflettori su un atleta che ha saputo trasformare talento, disciplina e coraggio in un percorso straordinario. La sua storia, però, non è solo quella di un campione: è il racconto di un ragazzo cresciuto tra le montagne del Trentino, sostenuto da una famiglia semplice e unita, che ha creduto in lui fin dal primo giorno.
Chi è davvero Simone Deromedis lontano dalle piste? Qual è il ruolo della sua famiglia nel suo percorso? E come è riuscito a diventare uno dei volti più rappresentativi dello skicross internazionale? Scopriamolo insieme.
Simone Deromedis: età, origini e famiglia del campione trentino
Per comprendere il percorso di Simone Deromedis bisogna partire dalle sue radici. Nato a Trento il 2 aprile 2000, è cresciuto a Predaia, in Val di Non, un luogo che ha segnato profondamente la sua identità. Le montagne che lo circondavano da bambino sono diventate il suo primo campo di gioco e, con il tempo, il terreno su cui avrebbe costruito la sua carriera.
La sua famiglia ha avuto un ruolo fondamentale. Il padre Luca, agricoltore della Val di Non, gli ha trasmesso l’amore per la natura e la determinazione tipica di chi lavora la terra. La madre Claudia, impiegata, ha rappresentato un punto fermo, una presenza costante capace di sostenere ogni scelta del figlio. Accanto a lui sono cresciuti anche i fratelli più piccoli, Matteo e Tommaso, che Simone cita spesso con affetto, come parte di quel nucleo che non lo ha mai lasciato solo, nemmeno nei momenti più difficili.
Il fisico imponente — 190 cm per 100 kg — è diventato uno dei suoi punti di forza. Una struttura che, unita a una preparazione atletica rigorosa, gli ha permesso di affrontare uno sport che richiede potenza, equilibrio e una grande capacità di gestione della velocità. Gli allenamenti occupano gran parte delle sue giornate: cinque o sei sessioni a settimana, con carichi che arrivano a 250 chili di stacco, testimonianza di un lavoro costante e meticoloso.
La carriera di Simone Deromedis: dagli inizi allo skicross alla consacrazione internazionale
Il rapporto di Simone con lo sci nasce prestissimo. Le prime discese le affronta a Predaia, su una pista servita da un semplice skilift, dove il divertimento era più importante dei risultati. Per anni pratica sci alpino, seguendo le orme di tanti ragazzi trentini, ma già da bambino mostra una predilezione per la velocità e per tutto ciò che richiede coraggio e istinto.
La svolta arriva quasi per caso, durante il Trofeo Topolino di Folgaria, quando prova per la prima volta lo skicross. Quel giorno capisce che quella disciplina gli appartiene più di ogni altra. La presenza dell’allenatore della Nazionale, che lo invita a provare con la squadra, diventa il primo passo verso un futuro che Simone non aveva ancora immaginato.
Dopo un periodo di gare con lo sci club Anaune, entra nel Comitato Trentino e poi nella Nazionale, dove trova un ambiente accogliente e privo di rivalità inutili. Nel 2021 inizia a gareggiare per il Centro Sportivo dell’Esercito, mentre l’anno successivo approda alle Fiamme Gialle, che considera una seconda famiglia.
I primi anni non sono semplici. Le competizioni in Coppa Europa lo mettono di fronte ad atleti molto più esperti, ma la determinazione lo porta a migliorare stagione dopo stagione. Nel 2019/2020 entra in Coppa del Mondo, segnando un passaggio decisivo nella sua crescita.
Gli infortuni arrivano più tardi. Una forte storta alla caviglia e una frattura alla clavicola lo costringono a fermarsi, ma il rientro coincide con uno dei momenti più importanti della sua carriera: la partecipazione ai Mondiali e, soprattutto, la conquista del titolo.
Simone Deromedis oggi: l’oro olimpico, il Mondiale e il futuro dello skicross italiano
Il nome di Simone Deromedis entra nella storia quando, ai Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, conquista la prima medaglia d’oro italiana nello skicross. Un risultato che arriva dopo anni di sacrifici e che lo consacra come uno degli atleti più promettenti del panorama internazionale. Ma il suo percorso non si ferma qui. A soli 22 anni, diventa anche campione del mondo, imponendosi sulla pista di Bakuriani, in Georgia, in una gara che lascia senza fiato gli appassionati.
Il successo non cambia il suo modo di vivere lo sport. Simone continua a considerare ogni traguardo come un punto di partenza, consapevole che la strada è ancora lunga. Spera che i suoi risultati possano portare maggiore attenzione allo skicross, una disciplina spettacolare che merita più spazio e visibilità.
Il suo messaggio ai giovani è semplice e diretto: iniziare con calma, provare, divertirsi e non avere paura di sbagliare. La squadra italiana, con base a San Pellegrino, accoglie chiunque voglia avvicinarsi a questo sport, e Simone è il primo a incoraggiare i ragazzi a mettersi alla prova.
La sua storia è quella di un atleta che ha saputo trasformare una passione in un percorso straordinario, senza mai perdere il legame con le sue origini. Un ragazzo che ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio e che continua a rappresentare un punto di riferimento per chi sogna di volare sulla neve.

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