In linea d’aria la distanza fra San Marco in Lamis e Palermo è di oltre 400 chilometri; quasi il doppio su strada. Ma la distanza pare incolmabile se si guarda ai tempi della giustizia.
Due casi simili, per genesi e svolgimento, hanno avuto un diverso esito. A Palermo è stato subito perseguito il falso gioco delle firme per la presentazione di liste elettorali; a S. Marco in Lamis si è ancora in una fase istruttoria.
Chiariamo subito. C’è piena fiducia nel lavoro della magistratura e nella capacità di far emergere tutti i profili di reato che la vicenda sammarchese richiama che, a differenza del caso palermitano, non pare suscitare l’attenzione dei media. Sarà perché a Palermo sono coinvolti esponenti Cinque Stelle e a San Marco in Lamis dirigenti del Pd?
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, resta da capire se l’attività amministrativa della giunta sammarchese sia nella pienezza delle sue funzioni. Ovvero gli atti adottati, qualora venisse appurata la illegittimità della vittoria elettorale, potrebbero avere ripercussioni sul futuro della vita amministrativa del comune garganico. Ci sarebbe il rischio di avere una giunta delegittimata dai giudici, ma i cui atti incidano sulla governabilità di un Comune dissestato e, quindi, con la coperta troppo corta per rimediare ad eventuali scelte di un’amministrazione che non doveva amministrare, perché la sua vittoria elettorale era viziata da una raccolta di firme e candidature non rispondenti alle forme di legge.
Quindi, che come si fa?
Non resta che aspettare la magistratura. Ma più tempo passa più danni si fanno alla città di San Marco in Lamis.
Palermo è veramente distante…
Meloni attesa a Foggia il 24 giugno per il 252° anniversario della Guardia di Finanza
Ghetto di Borgo Mezzanone, farmaci e alcol per sopportare il lavoro nei campi. Naturale (M5S), ‘organi competenti accertino dimensioni di questo grave fenomeno’