La Carta del docente cambia volto per il nuovo anno scolastico 2025/2026 e riaccende il dibattito nel mondo della scuola. Il bonus destinato alla formazione degli insegnanti sarà attivo nei prossimi giorni ma con un importo più basso rispetto al passato. Il governo ha infatti deciso di ridurre la cifra annuale per ogni docente, mantenendo però invariato il fondo complessivo. Allo stesso tempo la misura verrà estesa a un numero maggiore di insegnanti, includendo anche diverse categorie di docenti precari. Una scelta che divide il mondo sindacale e apre una nuova discussione sulle politiche di formazione per il personale scolastico.
Bonus ridotto ma platea più ampia di insegnanti
La novità principale riguarda l’importo del contributo. Per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta del docente non avrà più il valore di 500 euro che aveva caratterizzato la misura per quasi un decennio. Il bonus sarà infatti pari a 383 euro, circa 117 euro in meno rispetto agli anni precedenti.
La riduzione non deriva da un taglio complessivo dei fondi destinati alla formazione dei docenti, ma dalla decisione di ampliare la platea dei beneficiari. Le risorse disponibili saranno infatti distribuite tra più insegnanti, superando il milione di destinatari complessivi.
Tra le novità più rilevanti c’è l’inclusione dei docenti precari con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche, cioè al 31 agosto o al 30 giugno. L’estensione coinvolge circa 253 mila insegnanti in più rispetto al passato e rappresenta una risposta alle numerose sentenze che negli ultimi anni hanno riconosciuto anche ai supplenti il diritto alla formazione finanziata dallo Stato.
La piattaforma digitale del Ministero dell’Istruzione e del Merito sarà riattivata dal 9 marzo, data dalla quale gli insegnanti potranno accedere al proprio portafoglio elettronico e generare i buoni per gli acquisti.
Come negli anni precedenti, la Carta del docente potrà essere utilizzata per acquistare libri, riviste, corsi di formazione e aggiornamento professionale, software e strumenti utili alla didattica. Rimangono inoltre ammesse le spese per attività culturali come cinema, teatri, musei e mostre.
Tra le novità introdotte nel nuovo ciclo della misura figurano anche nuove categorie di spesa. Per la prima volta il bonus potrà essere utilizzato anche per servizi di trasporto e strumenti musicali, ampliando così le possibilità di utilizzo per la formazione e l’attività didattica.
Nonostante l’estensione ai precari venga considerata da molti un passo avanti verso una maggiore equità nel sistema scolastico, la riduzione dell’importo ha suscitato forti critiche da parte dei sindacati. Diverse organizzazioni contestano infatti la scelta di ampliare la misura senza aumentare le risorse complessive, con il risultato di distribuire meno fondi a ciascun insegnante.
La nuova Carta del docente nasce quindi con una doppia faccia: da un lato più inclusiva, dall’altro meno generosa. Una trasformazione che riflette il tentativo di bilanciare equità e sostenibilità economica, ma che rischia di lasciare aperto il dibattito sul valore reale degli investimenti nella formazione degli insegnanti italiani.


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