Carpino in Folk: domani il via

Carpino in Folk: musiche e vicende del Territorio s’intersecano per dare vita
al “Pensiero Meridiano”. Domani in piazzetta Padre Pio start all’edizione 2026 dell’evento con un convegno e un Omaggio a Matteo Salvatore

Al via il Carpino in Folk 2026 dedicato al tema Pensiero Meridiano. E le storie che ci attraversano: la serata del 6 agosto (ore 21, piazzetta Padre Pio) propone un momento di riflessione sul Sud come spazio di memoria, interpretazione e futuro attraverso la presentazione di due opere che, da prospettive differenti, interrogano il rapporto tra territorio, identità e narrazione. Il Pensiero Meridiano elaborato da Franco Cassano invita a guardare il Mezzogiorno non come periferia da colmare o ritardo da correggere, ma come luogo portatore di una propria visione del mondo, fondata sul valore delle relazioni, della lentezza, della convivenza e della pluralità mediterranea. In questa prospettiva, i due libri dialogano tra loro offrendo chiavi di lettura complementari.

Meridionalismo e meridionalisti di Michele Eugenio Di Carlo (Edizioni del Poggio) ripercorre la lunga storia del pensiero meridionalista, restituendo voce agli studiosi e agli intellettuali che hanno cercato di comprendere le ragioni del divario territoriale e il ruolo del Sud nella costruzione dell’Italia contemporanea. Attraverso figure come Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini e Antonio Gramsci, il volume ricostruisce un dibattito che ha attraversato oltre un secolo di storia nazionale, mostrando come la questione meridionale non riguardi soltanto il Mezzogiorno, ma l’intero equilibrio democratico, economico e civile del Paese.

Accanto alla riflessione politica e culturale sul Sud, Paesaggi cinematografici del Gargano (Andrea Pacilli Editore) sposta lo sguardo sul rapporto tra territorio e immaginario. Nato dall’esperienza della Carta di Calenella, il volume (a cura di Teresa Maria Rauzino, Michele Eugenio Di Carlo e Claudia Zilletti) esplora il modo in cui il cinema ha raccontato, interpretato e conservato la memoria del Gargano. I contributi raccolti mostrano come il paesaggio non sia un semplice sfondo, ma una presenza viva che orienta le storie, custodisce identità e genera significati. Il Gargano emerge così come geografia culturale e affettiva, spazio in cui memoria, fragilità, mito e appartenenza si intrecciano attraverso le immagini.

Le due opere si incontrano in una medesima domanda: come raccontare oggi il Sud? Attraverso la storia delle idee e delle battaglie civili, oppure attraverso i paesaggi, le immagini e le forme della memoria. In entrambi i casi, il Sud appare come un luogo da comprendere nella sua complessità, lontano dagli stereotipi e capace di produrre cultura, pensiero e visioni. La presentazione dei volumi diventa così parte integrante del percorso di Carpino in Folk 2026: un’occasione per riflettere sulle storie che ci attraversano, sui territori che ci formano e sulle narrazioni che continuano a dare senso all’esperienza mediterranea.

La serata proseguirà con un Omaggio a Matteo Salvatore, concerto di Nicola Contegreco, autore del volume Matteo Salvatore. 40 ballate. Analisi. Visioni. Edizione critica (Malatesta Editrice, 2025). Con Nicola Contegreco al pianoforte,  ci saranno Roberta Palumbo (voce) e Lello Basile (percussioni). Cantore e custode della tradizione, Matteo Salvatore ha saputo trasformare la memoria popolare del Sud in una forma d’arte irripetibile, capace di fondere dolore, ironia, denuncia sociale e resistenza. Nelle sue canzoni vivono i braccianti, gli emigranti, gli ultimi, ma anche la straordinaria forza poetica di una cultura contadina che ha saputo raccontare sé stessa senza mediazioni.

Le quaranta ballate raccolte e analizzate da Contegreco restituiscono la complessità musicale, letteraria e antropologica di uno dei più importanti cantastorie italiani del Novecento. Attraverso un lavoro di ricerca e interpretazione critica, il volume contribuisce a colmare un vuoto negli studi dedicati all’artista pugliese, riconoscendone il valore di autore e testimone del suo tempo.

L’omaggio musicale che conclude la serata rappresenta il naturale approdo del percorso proposto da Pensiero Meridiano: dalle idee ai paesaggi, dalla memoria alle voci. Perché il Sud non vive soltanto nei libri e nelle immagini, ma anche nelle canzoni che ne custodiscono l’anima e continuano a raccontarne le storie.

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