L’assistenza domiciliare è un tema che non viene ancora affrontato con l’importanza che merita, ci sono ancora poche leggi che tutelano i caregiver e le persone che vengono assistite. Questo è il motivo per cui spesso le famiglie si rivolgono a dei professionisti come l’Avv. Andrea Ceccobelli, che tra le altre cose, si occupa di responsabilità medico/sanitaria. Quest’anno sembra esserci stata una svolta per quanto riguarda l’assistenza domiciliare in Italia, con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno deciso di avviare progetti previsti dal PNRR per le cure domiciliari, anche se non andrà a modificare il modello di erogazione dell’assistenza domiciliare. La riforma del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è comunque un inizio per cambiare le cose e in futuro l’assistenza domiciliare potrebbe integrarsi nel Sistema Nazionale Anziani (SNA). La strada però sembra ancora molto lunga e bisogna capire i motivi per cui nel nostro paese l’assistenza domiciliare non funziona come dovrebbe.
Perché l’assistenza domiciliare in Italia non funziona
Le cure domiciliari sono in crescita, sempre più anziani hanno bisogno di aiuto, ma non si tiene conto delle esigenze delle persone non autosufficienti che hanno un bisogno di un aiuto duraturo. Mancano sistemi di supporto, consulenze e informazioni per chi si occupa dell’assistito in modalità gratuita (come un familiare, un amico ecc.). I pazienti domiciliari potrebbero avere bisogno di interventi d’urgenza che, se risolti, non necessitano di ricoveri ospedalieri. Il modello di intervento attuale però non è in grado di soddisfare le necessità degli anziani e delle persone non autosufficienti. In questo modo la situazione rimane confusa e non si sa bene a chi rivolgersi nel caso di problemi, come comportarsi e come affrontare il tutto in modo autonomo.
Inoltre, non tutti i comuni erogano il Servizio domiciliare socio-assistenziale (SAD) e pochi riescono a garantire un’assistenza domiciliare integrata con quella sanitaria. Il “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza” raggruppa associazioni e organizzazioni che vogliono migliorare tutto ciò che riguarda l’assistenza domiciliare e ha proposto un nuovo modello che si basi sui bisogno dell’assistito, in base al singolo caso, senza soffermarsi sui vincoli di spesa. In questo modo si vuole evitare di sospendere l’assistenza quando diventa più urgente, ma garantire una continuità del servizio 7 giorni su 7 in tutte le fasce orarie, con l’ausilio delle Centrali operative territoriali (COT). Le persone non autosufficienti non possono avere un tipo di assistenza intermittente, hanno bisogno di prestazioni domiciliari integrate, che vanno a migliorare lo stile di vita. L’obiettivo è quello di unire l’integrazione sociosanitaria delle prestazioni e della loro erogazione, così da garantire un servizio domiciliare completo.
Avv. Andrea Ceccobelli e la responsabilità medico/sanitaria
L’Avv. Andrea Ceccobelli si occupa di responsabilità medica, che tratta il rapporto causa effetto tra la problematica di salute del paziente e le azioni svolte dal medico ed eventuali carenze da parte della struttura ospedaliera. Si tratta di un termine molto generico che va a toccare diversi punti, ma lo scopo è quello di tutelare il paziente che non viene curato o seguito nel modo appropriato in base alle sue condizioni. Il medico può fare degli errori che vanno a generare dei problemi gravi al paziente e possono essere di responsabilità giuridica, morale o amministrativa-disciplinare. Negligenza e imprudenza non si legano solo ad un danno psicofisico ad un paziente ma anche alla mancanza di un servizio o di un aiuto di cui ha pieno diritto.
Dato che si tratta di un argomento molto complesso e delicato, c’è bisogno di affrontarlo con un avvocato. Ci sono diversi avvocati che si occupano del settore medico/sanitario in modo specifico e sanno prendere le giuste misure per affrontare la situazione al meglio. Il campo medico è molto complesso, infatti il medico-legale non riesce mai a pronunciarsi con assoluta certezza, ma si basa piuttosto sulle probabilità statistiche. L’assistenza domiciliare non viene eseguita sempre correttamente perché la legge non è ancora abbastanza solida da questo punto di vista, quindi la prima cosa da fare sarebbe quella di prendere provvedimenti a livello legale. Le persone, soprattutto gli anziani, hanno bisogno di cure domiciliari adeguate e di essere seguite in modo costante.

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