Assoturismo Capitanata, Nicola Ragno: “La Regione penalizza il turismo balneare e ignora le imprese del settore”.
ASSOTURISMO CAPITANATA esprime forte preoccupazione e profondo dissenso rispetto agli indirizzi recentemente espressi dal Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in merito alla possibilità di consumare alimenti portati da casa all’interno degli stabilimenti balneari.
Le dichiarazioni rilasciate descrivono una realtà che, purtroppo, non corrisponde a quella vissuta quotidianamente dagli operatori del settore.
Il Presidente fa riferimento al semplice consumo di un “panino”, quasi a voler rappresentare un gesto occasionale e marginale. La realtà è ben diversa. Nella maggior parte dei casi si assiste all’introduzione di veri e propri pasti completi: pasta, secondi piatti, frutta, dolci, bevande e ogni genere di alimento, trasformando le aree attrezzate degli stabilimenti in spazi destinati a consumi che nulla hanno a che vedere con il concetto evocato nelle dichiarazioni regionali.
Questa situazione produce inevitabilmente criticità sotto il profilo dell’igiene, della gestione dei rifiuti, del decoro, della pulizia delle aree comuni e dell’organizzazione complessiva dei servizi che gli imprenditori balneari garantiscono quotidianamente con investimenti economici e personale dedicato.
Ancora più sorprendente è il richiamo all’utilizzo delle spiagge “da parte dei pugliesi”. La Regione sembra dimenticare che il principale bacino di utenza degli stabilimenti balneari pugliesi è costituito dai turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Sono proprio questi visitatori a scegliere la Puglia per la qualità dell’accoglienza, dei servizi e dell’offerta turistica.
Favorire comportamenti che abbassano gli standard qualitativi degli stabilimenti significa compromettere quell’immagine di eccellenza che gli imprenditori hanno costruito negli anni con sacrifici, investimenti e professionalità.
Non meno grave è il metodo adottato dalla Regione. Ancora una volta vengono assunti indirizzi che incidono direttamente sull’attività delle imprese senza alcun preventivo confronto con le associazioni di categoria, che rappresentano migliaia di operatori e conoscono concretamente le esigenze del comparto.
Una scelta che appare distante dai principi della concertazione e che rischia di generare soltanto disservizi, conflitti gestionali e un progressivo peggioramento della qualità dell’offerta turistica pugliese.
Gli stabilimenti balneari non sono semplici porzioni di spiaggia, ma imprese turistiche che investono in sicurezza, pulizia, accessibilità, servizi, ristorazione, manutenzione e assistenza ai clienti. È proprio grazie a questi investimenti che la Puglia è oggi una delle destinazioni balneari più apprezzate del Paese.
ASSOTURISMO CAPITANATA chiede pertanto alla Regione Puglia di aprire immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni rappresentative del settore, affinché ogni decisione che incide sul sistema turistico regionale sia condivisa con chi opera quotidianamente sul territorio.
Le politiche turistiche non possono essere costruite sulla semplificazione di un “panino”, ignorando gli effetti concreti che determinate scelte producono sull’organizzazione degli stabilimenti, sulla qualità dei servizi e sulla competitività della destinazione Puglia.
Il turismo rappresenta uno dei principali motori economici della nostra regione e merita decisioni ponderate, condivise e orientate alla tutela della qualità, non provvedimenti estemporanei destinati ad alimentare disordine e a penalizzare le imprese che investono ogni giorno nell’accoglienza.

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