Arrivato il Sacro Mantello del Santo di Assisi a Foggia.
Domenica mattina (giorno 21 giugno 2026 alle ore 8 del mattino),
partirà dalla chiesa di Sant’Anna per raggiungere la parrocchia dell’Immacolata.
Il programma foggiano definitivo.
Padre Pio e San Francesco.
Relazione di Giuseppe Saldutto *Storico di padre Pio da Pietrelcina.
Foggia, 20 giugno 2026. E’ giunto, in ritardo di un ora il mantello di San Francesco proveniente dalla sua precedente tappa a San Giovanni Rotondo (proveniente dalla Francia è in pellegrinaggio in Italia), nella piazza intitolata a Filippo Corridoni amico di Benito Mussolini, grazie al Duce e all’epoca fascista il monumento è ancora lì fisso tra le intemperie politiche e nell’apologia del fascismo, inventate dalla Repubblica Italiana. Proprio alle spalle del monumento fascista a pochi metri dal convento di Sant’Anna, costruito nel diciannovesimo secolo e la chiesa di Sant’Eligio è giunta la preziosa reliquia. La banda musicale di Foggia, ha creato un’atmosfera tipica e festaiola del dopoguerra. Mentre per sfortuna di Foggia, solo un cinquantina di fedeli erano sul posto a dare onore all’arrivo di San Francesco a Foggia. Il Santo di Assisi, mancava da Foggia da circa 8 secoli.
Qui aveva incontrato Federico II imperatore del mondo, per ricevere il passaporto e le rassicurazioni alimentari e di viaggio per la sua missione (di Ambasciatore per l’Imperatore) in Terra Santa. Partì dal “porto del Varano”, prima passando da Monte Sant’Angelo (Fg) e poi da Ischitella dove ha lasciato delle tracce importanti assieme all’Incoronata di Foggia, con la fondazione di 2 chiese: una quella di “San Lorenzo in Carmignano” alla periferia sud di Foggia, l’altra il convento intitolato proprio a “San Francesco” dopo la morte del Santo. San Francesco lasciò a Foggia, il “Beato Giacomo”, suo confratello sentinella della sua opera nel territorio di residenza dell’Imperatore loro amico fraterno. Le ossa del “Beato Giacomo” sono state “scoperte” recentemente, lo sapevano tutti che stavano lì, nella zona militare dell’ex caserma Oddone, la chiesa convento fu requisita dagli scomunicati dal Vaticano e maledetti da San Giovanni Bosco “Vittorio Emanuele II” e il suo cameriere massone “Benso Cavour Conte” ai quali la città di Foggia ha voluto intitolare le strade più importanti, principali e centrali della città. Padre Pio è figlio di San Francesco. Lui stesso lo chiamava “mio padre”, in una corrispondenza autografa di padre Pio, negli ultimi anni sono state scoperte 3 reliquie Sante appartenute a Gesù, che dalle mani di San Francesco, sono passate per mezzo secolo nelle mani di padre Pio.

Il “Sacro Graal” il vaso greco con cui la Madonna raccolse il sangue di Gesù sotto la croce, assieme ad una ciotola un po’ più grande dove Gesù bevve sul Golgota prima del martirio e una lanterna che accompagnò i “martiri cristiani al Colosseo” dalle mani di San Pietro apostolo. 3 sono le lettere che raccontano una storia importante legata a Gesù, padre Pio e San Francesco gli unici stigmatizzati della Chiesa cristiana. Padre Pio: si ricorda che il suo primo ospedale costruito in paese (e fatto saltare in aria con delle bombe a mano da alcuni suoi nemici che lo volevano morto, distruggendo però solo la chiesa della Maddalena a fianco dell’Ospedale ndr) e lasciando andare nell’oblio il primo progetto di un ospedale a San Giovanni Rotondo. Poi passano gli anni. Pochi anni dopo la guerra mondiale, tutte le potenze mondiali si disobbligarono con padre Pio, inviando tanti denari e si costruì la Casa Sollievo della Sofferenza che per prima venne intitolata a San Francesco.
Ma non andava bene questo titolo, perchè c’era Fiorello La Guardia di Foggia (nel 1916 era a Foggia, come padre Pio, per imparare dai colleghi foggiani come si guidava un aereo da bombardamento, prodotto a Foggia), doveva pure essere ringraziato per i soldi inviati a padre Pio. Alla fine dopo i vari tentativi personali di padre Pio di fare un cosa bella ma impossibile; taglia la testa al toro e deve usare un titolo neutro: “Casa Sollievo della Sofferenza”. Poi il Santo ordina e fa collocare una targa sotto l’atrio centrale in basso sulle mura della sua Opera una targa di ringraziamento a Fiorello La Guardia considerato che tutti lo volevano costringere a intitolare l’ospedale a Fiorello La Guardia…padre Pio disse ad un certo punto “ma chi è sto’ Fiorello!”, poi ordina la statua di San Francesco che oggi sporge nascosta sul maestoso impianto sanitario. Anche se dobbiamo dire che per un periodo durante la costruzione fu chiamato Ospedale Fiorello La Guardia” per tenere contenti tanti americani e anche italiani che invitavano a padre Pio di lasciar perdere San Francesco…Amen. Padre Pio vuole pure intitolare a San Francesco la chiesa del convento a Pietrelcina. Ma pure lì con i soldi americani tramite Mary Pyle, referente degli Stati Uniti, si decide per un altro nome neutro Chiesa della “Sacra Famiglia”, e di fronte semi nascosta al pubblico scambiata spesso per statua di padre Pio sorge la statua di San Francesco. Lui stesso nella lettera olografa, parla e dice queste reliquie di Gesù…che sono “dono di Dio a mio padre” suo padre che non vuole nominare nella sibillina lettera è San Francesco. Solo quest’anno grazie alle ricerche portate in atto dopo la scoperta delle lettere di padre Pio e il Sacro Graal, viene a galla in coincidenza della festa nazionale che l’Italia in grave ritardo serva al suo patrono San Francesco, che assieme a padre Pio, e Sant’alfonso e San Gerardo Maiella, hanno in comune visite all’Incoronata di Foggia, a Monte da San Michele, a Foggia. In epoche diverse ma con lo stesso filo logico proteggere il sacro Graal, dove avrebbe bevuto San Francesco e padre Pio, durante la messa e avrebbero ricevuto le stimmate.
Padre Pio avrebbe recuperato le 3 reliquie di Gesù che verosimilmente, una fu utilizzata per la chiesa di San Lorenzo in Carmignano, una per la chiesa di San Francesco, una per l’altare minore a Monte Sant’Angelo nella grotta questo accadde al ritorno del viaggio in Terra Santa quando San Francesco sbarca al porto del varano poi giunge dall’Imperatore con i doni: le tre reliquie di Gesù che Dio gli ha fatto trovare, e che vengono adoperate per gli altari nelle 3 chiese. Fino al 1860 le reliquie sono state esposte al pubblico. Celate ma non troppo nel marmo degli altari come la legge ecclesiastica prevede per consacrare un altare. Poi da quella data in poi: con l’attacco feroce alla Chiesa del Conte Cavour e Vittorio Emanuele II, si cerca di salvare il salvabile. Dal convento di San Francesco di Foggia, si porta via ciò che si può salvare…diventa zona militare come oggi in effetti è ancora considerato per i cartelli ancora esposti. Lo stesso da San Lorenzo in Carmignano e a Monte proprio sotto l’altare minore intitolato a San Francesco.
Appena si entra nella grotta a destra: le pitture raccontano la Madonna con il vaso greco tra le mani sotto la croce sostenuta dalle mani di San Francesco. Più chiaro di così. Ovviamente la reliquia nello spazio sotto l’altare: del vaso greco che fu conservato da padre Pio per mezzo secolo dal 1916, al 1968, rimane solo lo spazio vuoto ben visibile ai pellegrini che giungono in questo posto sotto l’altare minore della grotta di San Michele. Un altro pezzo di storia relativo a San Francesco e padre Pio: è la cappella a Piana Romana dove oggi è stato fatto una specie di museo asettico. Quando era vivo padre Pio avevano dedicato tale cappella a San Francesco proprio su indicazione specifica di p. Pio che disse: ” ma una cappella senza un altare che significato ha?” Allora fu costruito un altare e si celebrava anche la Santa Messa fino agli anni ’90 del secolo scorso, c’era il Santissimo.
Poi di recente hanno stravolto tutto: cancellando la storia, girando la statua di padre Pio verso il crocifisso, (perché la storia di padre Pio che ha ricevuto le stimmate invisibili sotto l’albero è più esoterico che cristiano), allora poi cancella tutto, grazie ai consiglieri di Papa Francesco, che hanno consigliato l’iconografia delle statue a modo loro: neutralizzando la vera storia del posto…”Li è apparso Gesù tutto è cominciato la…” disse padre Pio, ad una sua figlia spirituale, “vai la aggiustatutto…”: ovvero conserva la traccia storica…la storia di Padre Pio e San Francesco, entra prepotente nell’anniversario…Anche l’Italia ha maltrattato il suo Santo patrone di casa…non era festa nazionale…non era rossa la data sul calendario italiano, solo dopo le mie lamentele pubblicate per questo grave fatto, e solo da pochi giorni fa l’Italia si è accorta della grave mancanza, e ha comunicato che la data del 4 ottobre sarà festa nazionale…Comunque quest’anno la sua festa cade di Domenica che era già festivo. Perciò nulla di fatto: non cambia nulla.

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