“Anna Rizzi”, emergenza nell’emergenza

La casa di riposo Anna Rizzi, che ospita ben 29 anziani, rischia di diventare un’emergenza nell’emergenza. Il Consorzio Re Manfredi “con vivo rammarico”, come si legge in una missiva indirizzata al commissario dell’ASP SMAR e, per conoscenza, al commissario straordinario del Comune di Manfredonia, al presidente della Regione Puglia, al prefetto di Foggia, all’Asl ed ai sindacati, annuncia l’interruzione di tutte le attività (assistenza e ristorazione) a decorrere dal 20 marzo 2020 “rappresentando sin da ora che si attiveranno tutte le procedure per tutelare gli interessi del consorzio e dei lavoratori”.

Nella nota, il presidente e legale rappresentante del consorzio, Antonio Cassa, evidenzia anche che purtroppo “considerato il periodo di grave crisi epidemica in atto, dai risvolti non ancora definibili, la mancata doverosa cura degli ospiti della casa di riposo esporrebbe tali soggetti (a rischio alto) a conseguenze disastrose per l’intera comunità”.

All’Anna Rizzi il servizio è garantito da oltre dieci anni dai lavoratori del consorzio Re Manfredi, ai quali da quattro mesi non vengono corrisposti i salari per i noti problemi economici in cui versa la SMAR. Il consorzio provvede alla gestione dei servizi di assistenza alla persona, alla cura degli anziani, ai servizi infermieristici, a lavanderia e stireria, alla pulizia di tutti gli spazi e al servizio di ristorazione in favore degli anziani ospiti della casa di riposo. Malgrado la nomina nel maggio 2019 di un terzo commissario, Marco Preverin, che avrebbe dovuto risanare una situazione economica traballante da anni, nulla è cambiato. “La situazione è rimasta identica a quella precedente con ripetute proroghe dei servizi di assistenza e somministrazione pasti, per complessivi 31.000 euro mensili”, si legge nella lettera.

La Re Manfredi ha dato al neo commissario la disponibilità a proseguire, in attesa che il servizio venisse appaltato, con l’impegno da parte del commissario del pagamento delle spettanze mensili. Invece, “alla data odierna il credito scaduto del consorzio è di 137.912,58 euro per il periodo settembre 2019 – febbraio 2020”. In sospeso, inoltre, c’è ancora presso il Tribunale di Foggia un giudizio del Consorzio contro ASP SMAR per maggiori prestazioni svolte nel triennio 2016-2019 e non riconosciute per la somma di 316.930 euro. La casa ‘Anna Rizzi’, in questi ultimi anni, ha tentato di stare a galla con una gestione traballante e a niente sono serviti i numerosi tavoli di concertazione istituzionali.

Una soluzione prospettata dal consorzio al commissario Preverin per ovviare alla grave difficoltà dell’ASP e per garantire la prosecuzione del servizio fino alla conclusione delle operazioni di gara, è il rilascio della certificazione dei crediti, come già avvenuto con il suo predecessore, Grazia Pennella. “Nonostante con questa operazione noi ci rimettiamo ben il 30% rinunciando quindi ai nostri utili, potremmo almeno pagare i dipendenti. La richiesta è stata invece rifiutata, in quanto il commissario ci ha comunicato via pec che l’Asp non fa parte della pubblica amministrazione”, spiega il direttore amministrativo Ciro Palladino e aggiunge: “Noi dissentiamo da ciò, anche perché Preverin nell’incontro dello scorso 3 marzo ha fatto intendere che il suo è più un rifiuto a certificare il credito e non un’impossibilità a farlo, come ha tentato di far credere. Inoltre, non ha formulato una proposta seria ed idonea a far fronte in tempi ragionevolmente brevi alle legittime aspettative del consorzio e dei lavoratori, di ricevere le spettanze arretrate”.

Alla luce di quanto evidenziato, il consorzio sottolinea che non potrà più garantire la prosecuzione dei servizi alle condizioni attuali e la missiva si conclude con un accorato appello alle parti interpellate affinché, nel più breve tempo possibile, possano trovare una soluzione in grado di consentire il regolare svolgimento delle attività. “Ai lavoratori ed ai rappresentanti sindacali si ribadisce l’impegno del consorzio a fare fronte integralmente al pagamento delle spettanze dovute”, si legge nella missiva, ma purtroppo, conclude Palladino: “Non abbiamo più la possibilità economica di continuare a gestire questa situazione e non saremo quindi più in grado di occuparci degli anziani per i quali, in un momento particolarmente delicato quale è quello attuale, siamo seriamente preoccupati”.

Maria Teresa Valente

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