L’aereo per l’Italia è già in volo: dopo oltre 420 giorni di detenzione Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi e si preparano a fare rientro in patria, segnando un capitolo importante nelle relazioni diplomatiche tra Roma e Caracas. La notizia della loro liberazione arriva nella mattinata del 12 gennaio 2026 e rappresenta una liberazione fortemente attesa da famiglie, istituzioni e opinione pubblica. La vicenda, iniziata nel novembre 2024, ha visto Trentini, cooperante italiano di 46 anni impegnato per l’organizzazione umanitaria Humanity & Inclusion, e Burlò, imprenditore torinese in Venezuela per affari, trattenuti dalle autorità venezuelane per oltre un anno in condizioni incerte e senza accuse formali chiare. Trentini era stato arrestato mentre viaggiava tra Caracas e Guasdualito, con la detenzione che non ha mai visto un processo definito; per Burlò, analogamente, non sono mai state rese note accuse precise.
Il ruolo della diplomazia e della cooperazione internazionale
L’annuncio ufficiale della liberazione è stato dato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato come i due connazionali si trovino adesso nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas in buone condizioni di salute e prossimi al rientro in Italia grazie a un volo già partito da Roma. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profonda soddisfazione per il risultato ottenuto, ringraziando la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez e tutte le strutture diplomatiche che hanno lavorato “con impegno e discrezione” per raggiungere questo esito positivo. Il governo italiano ha seguito la vicenda sin dall’inizio, mantenendo contatti continui con l’ambasciata a Caracas, la rete consolare e altri interlocutori internazionali. Per mesi si sono susseguite azioni diplomatiche silenziose – tra incontri formali, pressioni di Organismi internazionali per i diritti umani e continui scambi istituzionali – con l’obiettivo di ottenere la liberazione dei cittadini italiani coinvolti.
Reazioni politiche e sociali in Italia
Un ritorno atteso e il valore della libertà
La liberazione di Trentini e Burlò arriva in un contesto internazionale segnato da tensioni e da iniziative di rilascio di detenuti stranieri da parte delle autorità venezuelane, considerate anche come un gesto di apertura dopo pressioni di organismi per i diritti umani e dinamiche geopolitiche regionali. Questo evento non solo segna la fine di un’odissea personale per due cittadini italiani, ma diventa simbolo dell’importanza della diplomazia, della tutela dei diritti umani e della perseveranza nel riportare i connazionali alla libertà. La loro storia, dolorosa ma conclusa con un ritorno a casa, lascia dietro di sé riflessioni sull’importanza della protezione consolare, del lavoro delle ong e della solidarietà internazionale.


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