Al Toniolo di Manfredonia incontro sul bullismo, cyberbullismo e sulla sicurezza stradale

Al Toniolo di Manfredonia incontro sul bullismo, cyberbullismo e sulla sicurezza stradale

Mercoledì 11 febbraio abbiamo ospitato nell’ auditorium dell’I.I.S.S. “Toniolo” il vicequestore della Polizia stradale di Foggia Giovanni Martino, con il suo braccio destro, il vice commissario Paola Lo Muzio, responsabile provinciale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, e l’ispettore della Polizia postale di Foggia, Raffaele Mazzarino, per affrontare temi importanti come il bullismo, il cyberbullismo e la sicurezza stradale. Nei giorni precedenti all’ incontro i nostri studenti sono stati sensibilizzati sui suddetti temi attraverso dibattiti e lavori di gruppo in aula, per l’acquisizione dei temi dell’educazione civica così tanto dibattuti in questo contesto storico in cui la violenza è un problema culturale, oltre che una responsabilità sociale.


Bullismo, cyberbullismo e sicurezza stradale sono uniti da un filo conduttore comune legato alla responsabilità individuale, alla prevenzione dei rischi e al rispetto delle regole e delle persone. Tutti e tre i fenomeni riguardano comportamenti che possono causare danni fisici o psicologici, spesso persistenti, e richiedono interventi educativi come questi incontri predisposti dal Ministro dell’interno e dal MIUR e fortemente sostenuti dai dirigenti come nel nostro istituto dal dirigente scolastico, professor Pellegrino Iannelli, per promuovere una cultura della sicurezza e della convivenza civile anche a scuola.


La fascia dai 18 ai 24 anni ogni anno è la più colpita dagli incidenti stradali, ogni giorno in Italia transitano 40 milioni di veicoli e la probabilità di rimanere coinvolti in una collisione è molto alta, soprattutto se ci si distrae. L’efficienza dei mezzi con cui ci si sposta in strada è già prevenzione stradale, ma se si fa uso di alcol e droga prima di mettersi alla guida e se si usa lo smartphone è scontato che non si è vigili abbastanza.


“Quando siamo in strada dobbiamo pensare che quell’auto è un’arma, che non è la finalità per cui è stata costruita. Il problema della guida in passato in Europa è stato inosservato, oggi è sempre più sentito a causa dell’elevato numero di vittime. Fermare un’auto con le luci spente e le ruote lisce serve a salvare vite, non a fare multe, come alcuni pensano. La Polizia stradale aiuta a tornare a casa vivi, perché vede cose che non si conoscono abbastanza, cioè migliaia di incidenti in Italia ogni giorno.


La strada ci parla attraverso i segnali stradali, che vanno rispettati. Basta aver bevuto un po’ e alla guida si vive il cosiddetto ‘effetto tunnel’ che non permette di percepire pienamente la realtà” è quello che ha riferito con esattezza di dati ed esempi di vita vissuta il vicequestore Martino. “Nonostante tutto quello che si sa sugli incidenti, perché è ancora alto il numero di vittime sulle strade? Perché siamo convinti che succede sempre agli altri; rispettare le regole salva la vita, l’ uso del casco e della cintura permette di salvare la vita, sopravvivere per realizzare i propri sogni ” sostiene il vice ispettore Lo Muzio, aggiungendo che se la parola ‘regola’ ci disturba, ci fa venire voglia di trasgredire, è senza di essa che ‘non ci si regola’.
Come per l’uso senza controllo dell’auto, anche l’uso consapevole dei dispositivi elettronici ci consente di non metterci in pericolo. L’ispettore della Polizia postale Raffaele Mazzarino ha iniziato il suo intervento delineando la figura deI bullo e del cyberbullo che agiscono nell’ombra, al di fuori del controllo degli adulti, anche se spesso cercano degli spettatori (il gruppo dei pari o i followers) che possano ammirare le loro condotte. Chi vede, ascolta e finge di non sapere, lo sostiene, come accadde a Carolina Picchio che, presa dallo sconforto dopo essere stata umiliata e offesa di persona e in rete, si lasciò andare allo sconforto togliendosi la vita nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013. Storie come quella accaduta a Carolina non devono accadere più a nessuno ed è per questo che ci sono enti come la Fondazione Carolina o l’app YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di stato italiana che permette di segnalare in tempo reale, anche in forma anonima, episodi di bullismo e violenza, per fare in modo che la realtà e la rete siano luoghi sicuri e per permettere la riscoperta del valore delle relazioni autentiche anche sui social.


L’incontro è continuato con interventi e domande agli ospiti e con i ringraziamenti del vicario d’istituto, professor Vincenzo Leone, ai graditi ospiti interventi, ai due preziosi alunni, l’insostituibile presentatore Renzo Gatta di 4AI e l’abile interprete di due monologhi sul bullismo, Maria Spagnuolo di VBP, oltre che tutti gli alunni intervenuti e agli insegnanti che con il loro esempio e insegnamento quotidiano contribuiscono a fare in modo che questi incontri non restino voci che gridano nel deserto.


Concetta Granatiero

Exit mobile version