Aggressione operatore servizi ambientali: proclamazione dello stato di agitazione a Cerignola
Avevamo lanciato l’allarme il 23 marzo, ma siamo rimasti inascoltati, ora basta: la sicurezza non è un optional.
L’aggressione brutale ai danni di un operatore ambientale a Cerignola rappresenta l’epilogo drammatico di una scia di violenza che la FP CGIL Foggia aveva puntualmente e formalmente denunciato.
Non si tratta di un episodio isolato, ma del fallimento di chi, pur avvertito, non ha mosso un dito per proteggere i lavoratori. Una denuncia rimasta lettera morta.
È necessario che l’opinione pubblica e le istituzioni sappiano: già in data 23 marzo, questa Segreteria Territoriale aveva inviato una nota ufficiale segnalando il clima di insicurezza presso le isole ecologiche mobili.
“Avevamo denunciato aggressioni verbali, toni vessatori e tentativi di scontro fisico,” ricorda il Segretario generale del FP CGIL Angelo Ricucci. “Avevamo scritto chiaramente che il clima era diventato insostenibile e che l’integrità dei lavoratori era a rischio. Abbiamo chiesto interventi ad horas, invocando l’articolo 2087 del Codice Civile e il D.Lgs 81/08. Le nostre grida d’aiuto sono cadute nel vuoto, e oggi ne paghiamo le conseguenze di sangue.”
Dinanzi a questa colpevole inerzia, la FP CGIL proclama ufficialmente lo stato di agitazione di tutto il personale del cantiere di Cerignola. La responsabilità politica e gestionale di quanto accaduto è chiara: non si può invocare la “fatalità” quando esiste una segnalazione precisa rimasta inevasa.
Chi aggredisce un operatore ecologico aggredisce lo Stato e la comunità intera,” dichiara Angelo Ricucci. “Non accetteremo che la sicurezza venga considerata un costo o un optional. Se le istituzioni non sono in grado di garantire l’incolumità dei cittadini che lavorano, significa che il patto sociale in questo territorio si è rotto. Siamo pronti alla mobilitazione generale.”
La nostra azione sindacale si fa oggi ancora più intransigente. Esigiamo risposte immediate su punti non più negoziabili:
- Protocollo d’Emergenza con le Forze dell’Ordine: Chiediamo che il Comune e la Prefettura istituiscano un coordinamento permanente. Chi svolge un servizio pubblico essenziale deve poterlo fare senza il timore di essere aggredito.
- Convocazione urgente in Comune: Ribadiamo la nostra immediata disponibilità a un incontro con il Signor Sindaco. La politica locale deve metterci la faccia e individuare soluzioni strutturali per fermare questa deriva di degrado e violenza.
La proclamazione dello stato di agitazione è solo l’inizio: se non arriveranno risposte certe e celeri, non si escluderanno azioni di manifestazione di interesse sotto il comune. Ora basta ognuno si assuma le proprie responsabilità.

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