8 marzo nel carcere di Foggia, mimose e vicinanza per le donne detenute

8 marzo nel carcere di Foggia, mimose e vicinanza per le donne detenute

Volontari e volontarie hanno trascorso la mattinata nella sezione femminile per un’iniziativa di ascolto e solidarietà.

In occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne, la Casa Circondariale di Foggia ha ospitato, presso la sezione femminile, un momento di condivisione e solidarietà.

L’iniziativa è stata organizzata con l’obiettivo di esprimere vicinanza alle donne detenute, affinché una giornata significativa come l’8 marzo potesse trasformarsi in un momento di attenzione, ascolto e sostegno anche “dentro”.

L’evento è stato promosso dall’Associazione Genoveffa de Troia e da Annalisa Graziano, volontaria ex art. 78 dell’OP e referente per la promozione del volontariato penitenziario del CSV Foggia, in collaborazione con il cappellano Frate Edoardo Giglia, con la Confraternita San Leonardo di Cerignola e con i volontari e le volontarie della Cappellania.

Per la Genoveffa de Troia erano presenti la storica volontaria ex art. 78 OP Flora Pistacchio, ispiratrice della manifestazione e la referente Francesca Idea, insieme con Martina Del Grosso e con igiovani in servizio civile Iolanda Rutigliano, Francesco Muscarella, Siria Mennella e Arianna Magistro.

Per l’occasione i volontari hanno preparato mimose in vasetto accompagnate da cioccolatini, mentre la Confraternita di San Leonardo ha donato mazzetti di fiori e piccoli pensieri.

Il momento centrale della giornata è stato la celebrazione eucaristica, molto partecipata, che ha creato un clima di condivisione. Al termine della messa non sono mancati scambi di auguri e sorrisi, che hanno trasformato l’incontro in un autentico momento di comunità.

“A nome di tutti i volontari e delle realtà coinvolte nell’iniziativa – spiegano le organizzatrici – desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al direttore della Casa Circondariale di Foggia, Michele de Nichilo, al comandante Claudio Ronci e alla polizia penitenziaria, all’Area Educativa e in particolare alla capo area Paola Errico, per la disponibilità e per la collaborazione che hanno reso possibile questo momento di vicinanza e solidarietà”.

Un gesto semplice ma carico di significato che ha ricordato come anche dietro le mura del carcere sia possibile costruire relazioni, speranza e comunità.

Exit mobile version