Da ciò che riportano i siti di stampa in queste ultime ore, apprendiamo che un cittadino straniero – presumibilmente gambiano – è morto nella ex pista affianco al CARA, probabilmente ucciso nell’incendio della baracca in cui aveva trovato sistemazione.
Per l’ennesima volta, chiediamo che questi luoghi a pochi km dalle nostre case – dove non vigono né diritti né legge – siano superati da un programma di accoglienza che rispetti la Costituzione e i principi di umanità in cui ci riconosciamo tutti.
Finora questo nostro grido, questa nostra richiesta di aiuto, è rimasta inascoltata. Se si escludono riunioni e tavoli istituzionali, al momento i fatti stanno a zero.
Prendiamo atto dell’ennesima propaganda del governo. Quando, invece, ci sembra doveroso ricordare e sottolineare che questo esecutivo è già in carica da un anno. E le azioni che sta producendo sono porti chiusi e morti.
A questo punto facciamo appello alle più alte cariche dello Stato e del Vaticano affinché i rispettivi interventi producano una ineluttabile inversione di rotta con l’unica speranza di ridare dignità all’essere umano.
ARCI FOGGIA

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