”Sì stète tò a appeccè a fundène de Sanda Marüje?”
Quante volte, da bambini, abbiamo sentito questa frase, detta con tono scherzoso, ma sufficiente a farci venire i brividi? Ricordo bene quei momenti: eravamo piccoli, immersi nei nostri giochi spensierati con gli amici, quando improvvisamente i più grandi si avvicinavano. Con il dito puntato e uno sguardo serio, ci lanciavano quella frase con finta severità, e noi, impauriti e con la voce tremante, rispondevamo: ‘NO, NO, NEN SÓ STÈTE JÈ!’.
Solo quando li vedevamo sorridere capivamo che si trattava di un gioco, uno scherzo che ci faceva tirare un sospiro di sollievo. Quella paura giocosa, che prima subivamo, diventava poi nostra: crescendo, ci divertivamo a ripetere lo stesso rituale con i più piccoli, ricreando quel ciclo di complicità e ironia. Sono ricordi vividi e preziosi, momenti semplici, ma pieni di quella magia che solo l’infanzia sa regalare.
Fonte: ManfredoniaGram

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