RITUCCI E TASSO: “Quando gli errori del Comune li pagano i cittadini. Oltre 5.400 euro di debito per una gestione sbagliata“
Ancora una volta il Consiglio Comunale di Manfredonia (26.1.2026) è stato chiamato a prendere atto di un debito fuori bilancio, questa volta pari a oltre 5.400 euro, nato da una causa persa dal Comune davanti al Tribunale di Foggia.
I consiglieri Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum) intervengono con fermezza:”Sia chiaro subito: la sentenza va rispettata! Ma, ciò che non può essere accettato è che errori gravi e prevedibili vengano scaricati, come sempre, sulle spalle dei cittadini”.
Una sconfitta annunciata:
Ritucci e Tasso ricostruiscono i fatti: “Il Comune ha chiesto per anni ad un cittadino il pagamento di somme come se esistesse un contratto di affitto per terreni comunali.
Il Tribunale ha semplicemente accertato ciò che era evidente: quel contratto non esisteva”.
Non è stato dimostrato, non è stato prodotto, non è mai emerso.
“Eppure, su una base giuridica così fragile sono stati emessi atti, avviato un contenzioso e difesa una posizione che non avrebbe mai potuto reggere in giudizio” sostengono i due consiglieri di minoranza.
Le ‘richieste di pagamento’, emesse nel novembre del 2018 da ‘Gestione Tributi S.p.A.’ – concessionaria unica per l’attività di accertamento e riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Manfredonia, riguardavano presunti canoni annui per gli anni 2013-2018, riferiti alla conduzione in locazione di immobili di proprietà comunale. Tali atti hanno determinato l’avvio di un contenzioso da parte del cittadino interessato.
La Commissione Straordinaria, con i poteri di Giunta Comunale, il 23.06.2020 decise di resistere in giudizio affidando l’incarico all’Avvocatura Comunale.
Il 9 settembre 2025, il Tribunale di Foggia ha dato ragione al cittadino ricorrente, annullando gli avvisi di pagamento e condannando il Comune alle spese legali, generando così un debito che oggi grava sull’intera collettività.
L’aspetto più grave: la strada giusta c’era già.
“La parte più inquietante di questa vicenda è un’altra – evidenziano Ritucci e Tasso – la soluzione corretta era già disponibile”.
Come riconosciuto dalla stessa Avvocatura Comunale in una nota dell’11 settembre 2025, pur essendo fondata la pretesa dell’Ente per “occupazione arbitraria dei suoli”, il Comune ha sbagliato completamente lo strumento, richiedendo pagamenti basati su un contratto di locazione che… NON ESISTEVA.
La normativa, in vigore da decenni, prevede strumenti chiari per i casi di occupazione di terreni di uso civico. Solo dopo aver perso la causa, infatti, il Comune ha avviato il procedimento corretto, richiedendo il cosiddetto canone enfiteutico, ovvero il pagamento obbligatorio per l’utilizzo del terreno.
“Questo significa una cosa semplice e allo stesso tempo gravissima – incalzano i consiglieri – si è sbagliato pur avendo alternative legittime, note e praticabili. Non si tratta di un imprevisto né di una norma oscura, ma di scelte amministrative errate che hanno prodotto un danno economico certo”.
“Così come sono certi e noti i nomi di chi, nel 2018 e nel 2020, guidava l’Ente e di chi operava negli uffici competenti. Per questo, come rappresentanti comunali oggi in carica, chiediamo con forza l’avvio di procedimenti chiari e trasparenti per accertare:
– chi ha impostato atti giuridicamente infondati;
– chi ha insistito su una linea difensiva palesemente debole;
– chi ha esposto il Comune a una sconfitta evitabile”.
“Non è una battaglia personale – concludono Ritucci e Tasso – ma una questione di serietà amministrativa e di rispetto verso i cittadini. Basta normalizzare gli errori e scaricarne i costi sui cittadini. Ogni euro speso per rimediare a un atto sbagliato è un euro sottratto a servizi, manutenzioni, politiche sociali e risposte concrete ai bisogni della città. E non dovrà più essere un euro speso senza che qualcuno ne risponda.
Trasparenza, responsabilità e competenza non sono slogan: sono doveri verso una comunità che ha già pagato troppo”.

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