Riccardi: “Indicherò i nomi di tutti gli ‘impresentabili’ alle prossime elezioni amministrative”. Ed attacca la Commissione sulle demolizioni

La politica locale di Manfredonia mai come in questo periodo appare confusionaria ed incapace di mostrare la rotta, dando il peggio di sé, senza alcuna visione del futuro e senza temi su cui avviare il confronto elettorale.

In giro c’è solo la ricerca affannosa di appigli per conquistare palazzo San Domenico ed arrivare a gestire il potere, dimenticando che Manfredonia sta uscendo da un oltre due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose, di cui nulla è stato dimostrato, ma che ha dato il colpo di grazia alla città sotto ogni punto di vista.

Incredibilmente, anziché analizzare le ragioni che hanno portato allo scioglimento, molti si sono preoccupati soltanto di cercare capri espiatori per pulirsi la coscienza davanti all’opinione pubblica. E a lavarsene le mani rigettandosi subito nella mischia, sono stati proprio i protagonisti della famigerata relazione, continuando ad esercitare, spesso con arroganza, la propria presenza nella scena politica della città.

Tra i tanti, anche possibili candidati sindaci, nel più classico stile “mica io sono Pasquale”!

Nella bolgia ci sono anche ex amministratori chiamati direttamente in causa dal giudice civile per aver procurato l’incandidabilità del sottoscritto per diretti rapporti familiari con noti esponenti criminali.

Per non parlare di segretari di forze politiche locali, che oggi si ergono a moralizzatori della nuova fase politica, ma rimossi dai loro incarichi, proprio per i legami richiamati nella predetta relazione. Molti mi faranno notare che sarebbe utile fare nomi e cognomi, nessun problema sarà mia cura indicare i nomi di tutti gli “impresentabili” alle prossime elezioni amministrative, citando per ognuno le ragioni indicate nella relazione della commissione di accesso, che deve valere per tutti e non solo per alcuni.

Per quanto riguarda poi il ripristino della legalità conseguente ad uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, non è stato fatto assolutamente nulla. E la ragione è chiara a tutti: non c’era alcuna illegalità da ripristinare. Nulla è stato fatto concretamente sul piano della repressione dei fatti ritenuti fondamentali sul piano amministrativo e nulla sul piano della prevenzione. In due anni la Commissione non si è preoccupata nemmeno di coinvolgere una classe delle scuole elementari per discutere di legalità. Uno dei temi utilizzati strumentalmente per determinare lo scioglimento è stato quello degli abusi edilizi.

La commissione di accesso scrive a proposito di Siponto: “Da molti anni, certamente precedenti a quelli dell’attuale Giunta Comunale, l’area è stata “cannibalizzata” da una serie di privati che, usurpando le aree demaniali, recintandole e disponendone arbitrariamente, hanno operato una spregiudicata e nociva cementificazione”. Ed a seguire scrive ancora: “Neanche in tali circostanze si provvedeva a stanziare dei fondi per una sistematica ricognizione del Polder sipontino, per individuare gli abusi edilizi perpetrati e, conseguentemente, compiere atti idonei – quantomeno – alla tutela degli interessi dell’Ente”. Al netto delle false conclusioni a cui è giunta la Commissione, e considerando gli atti, pur nella drammatica difficoltà ad avere a disposizione le risorse necessarie, comunque dalla precedente amministrazione sono stati realizzati interventi di demolizione di manufatti abusivi (un esempio su tutti è l’Oasi Laguna del Re, tornata ad essere fruibile proprio grazie alla lotta all’abusivismo dell’amministrazione Riccardi).

Pertanto, è lecito chiedersi su tale tema cos’ha fatto la Commissione chiamata a ripristinare la legalità? Come mai ad oggi nemmeno una cuccia per cani è stata demolita dai rappresentati dello Stato? Certo loro signori non possono sostenere di essere in difficoltà sul piano economico, né possono sostenere di non essere in grado di demolire gli abusi, e ancor di più non possono indietreggiare davanti a possibili minacce di chi vede l’ipotesi di demolizione delle proprie opere realizzate abusivamente. A proposito di ciò, mi viene riferito della corsa contro il tempo da parte della Commissione Straordinaria per demolire una cosa qualsiasi prima di lasciare Manfredonia, per dare l’impressione di aver compiuto un atto di dignità, almeno a livello comunicativo, contro l’illegalità. Se non riuscite a trovare il manufatto da demolire, vi suggerisco la demolizione del pollaio in località Pedicagnola.

Nella foto si può notare la semplicità dell’operazione, non sarà difficile dichiarare che trattasi di abitazione di lusso di un noto pregiudicato locale.

Su questo punto, basta leggere la relazione prefettizia per comprendere che se c’è una cosa che non vi manca è la fantasia.

Sempre le solite voci, mi riferiscono, di una corsa a realizzare i lavori di sistemazione aree a verde della piazza antistante il Liceo artistico-pedagogico “Roncalli” – Memorial Falcone e Borsellino. Nemmeno questa sono stati in grado di pensare da soli, visto che lo studio è stato approvato dalla giunta Riccardi in data 14/02/2018. Ma la cosa più grave non è che non si tratta di una loro idea (anche se la vogliono spacciare per tale), ma è non averlo realizzato in questi anni di commissariamento. L’affannosa corsa commissariale a dare un senso alla propria presenza si tradurrà in cumuli di macerie lasciate ovunque. Oltre due anni buttati al vento, nel momento più cruciale e delicato del nostro paese, con il trasformismo dilagante e con personaggi che hanno attraversato tutte le forze politiche dell’arco costituzionale che ora stanno a dettare l’agenda politica. Ci ritroveremo per un lungo periodo a rimuovere le macerie, il rancore, l’odio, il protagonismo dei vecchi che non vogliono mollare e dei nuovi che si ritengono già pronti a tutto.

Ci aspetta un periodo difficile e quello che sta accadendo sotto il sole rovente di questi giorni, con alleanze improbabili e ridicole liti, non ci aiuterà ad uscirne con lucidità.

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