Venticinquemila euro per le famiglie che abbiano perso un componente ad opera della criminalità organizzata, per fatti legati all’usura e all’estorsione.
E’ quanto prevede il “Regolamento regionale in materia di sostegno alle vittime dell’usura e dell’estorsione” approvato dalla IV commissione consiliare della Regione Puglia. “Le attività di sostegno alle persone e alle famiglie, potenziali vittime di usura e di estorsione, appaiono di rilevante importanza in questo momento storico -ha sottolineato il presidente Francesco Paolicelli- anche a causa degli effetti negativi sul piano economico e sociale della pandemia e post pandemia da Covid-19, considerato l’impatto sulle fasce di popolazione maggiormente a rischio povertà”.
Il regolamento disciplina le forme di aiuto e di sostegno economico alle persone e alle famiglie vittime dell’usura e dell’estorsione. Sono previsti importi fino a 25mila euro in favore dei nuclei familiari pugliesi che abbiano perso un componente ad opera della criminalità organizzata, per fatti legati all’usura e all’estorsione. La Puglia è tra le regioni con la percentuale di crescita più alta in relazione alle operazioni sospette e al riciclaggio di denaro secondo quanto emerge da un rapporto sull’evoluzione dei fenomeni legati all’usura in Italia dall’inizio della pandemia da Covid-19. Ma non c’’è solo la macro usura.
C’è anche quella di quartiere. I prestiti di poco valore, 50 o 100 euro, a famiglie che hanno necessità di fare la spesa. Sono pratiche che raramente vengono rappresentate all’autorità giudiziaria, proprio per via degli importi irrisori di cui si parla.


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