“Mamma, ma tu sai cosa sta accadendo?”. Suo figlio Matteo la guarda preoccupato, perché la madre seppur vive ormai da tanti anni nel ‘suo’ isolamento, ha ben 104 anni e potrebbe aver percepito dei cambiamenti tali da spaventarla. Non c’è più da tanti giorni il fragoroso via vai dei nipoti e dei bisnipoti che le abitano accanto e in tv non si fa che parlare di dolore e morti.Alla domanda segue qualche istante di silenzio e poi, occhi negli occhi, la mamma risponde tranquilla: “Certo che lo so, stiamo come quando c’era la spagnola”.
Nonna Lena, all’anagrafe Andreana Mangano, è un’arzilla manfredoniana che ha compiuto 104 anni soltanto pochi giorni fa, per l’esattezza il 16 marzo. Quest’anno, stranamente, non ha dovuto litigare con figli, nuore e nipoti per convincere tutti che lei non ha ancora 100 anni, né ha dovuto inscenare improvvisi acciacchi per evitare feste e festicciole. E già, perché nonna Lena è cresciuta col detto popolare del ‘campasse fino a cent’anni’, e allo scoccare dei 99, per scaramanzia, si è categoricamente rifiutata di andare oltre.Nel 2016, quando ha ricevuto il mazzo di fiori dall’allora sindaco di Manfredonia, quasi si è offesa, e la targa ricordo i nipoti l’hanno dovuta nascondere. Nonna Lena si tiene stretti i suoi 99 anni e vive serena nel suo tempo sospeso, chiusa nella sua casa, coccolata dalle cure e dall’affetto della sua famiglia.Alla caparbia nonnina, però, non sfugge nulla. E così come scoprì e mandò a monte la festa dei 100 anni che figli e nipoti le stavano organizzando di nascosto, allo stesso modo si è accorta di quanto ciò che sta accadendo è così incredibilmente simile a quello che ha già visto e vissuto un secolo fa.
Anche allora, come oggi, furono vietati assembramenti, chiusi i cinema e i teatri, e proibiti i funerali. Anche allora quella terribile influenza fece più morti di un conflitto, costringendo la gente a rintanarsi nelle proprie case per ‘difendersi’, nonostante la gran voglia di libertà che si avvertiva al termine della prima guerra mondiale. Eppure, ad un certo punto, la furia devastante di quella pandemia si placò, e pian piano riprese la vita normale.La mamma e il suo ‘figliolo’ sono ancora occhi negli occhi e le rughe che le solcano il viso nascondono segreti e sofferenze, ma anche gioie immense e ricordi indelebili di una vita lunga oltre un secolo. Perché alla fine, tutto passa. È sempre stato così e così sarà sempre.Poi nonna Lena, che ha letto la preoccupazione nel viso del figlio, gli stringe con delicatezza la mano e lo rassicura: “Non avere paura, andrà tutto bene”.
Maria Teresa Valente

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