Con questo articolo anticipo in estrema sintesi il contenuto di un mio libro, di prossima uscita, intitolato “Il futuro della città: La via morale dello sviluppo -Pacilli Editore “, nel quale illustro i meccanismi che devono attivarsi per mettere in moto un percorso di sviluppo economico e sociale duraturo che crei maggior benessere per tutti. Il lavoro svolto, durato due anni, è frutto di studi e ricerche intese a comprendere perché alcuni territori hanno trovato una propria autonoma via di sviluppo e altri sono perennemente afflitti da condizioni di sottosviluppo come la nostra città e il nostro territorio.
Non vi alcun dubbio che lo sviluppo di un territorio dipende dalla qualità di tre fattori: la politica, l’economia e la Comunità. Questi tre fondamentali pilastri della società devono avere un giusto equilibrio tra di loro. Pertanto, il presupposto essenziale affinchè la città di Manfredonia possa invertire l’attuale traiettoria catastrofica e intraprendere un percorso di crescita intelligente, sostenibile e inclusivo è “costruire” un corretto equilibrio tra Governance Pubblica, Economia e Comunità. Ognuno di questi pilastri deve agire nell’interesse generale in tutte le sue azioni, consapevole che solo ricercando un equilibrio tra gli stessi si crea una società funzionante e inclusiva.
Nel caso della città di Manfredonia tutti e tre i pilastri sono fortemente indeboliti, la Governance Pubblica allo stato attuale non esiste se non per l’ordinaria amministrazione poiché l’organo politico è stato sciolto per infiltrazioni mafiose; il sistema economico e produttivo è insufficiente e debole rispetto alle esigenze della città; la Comunità è disaggregata, rassegnata, rancorosa e ripiegata su sè stessa.
Rispetto ad un depotenziamento così forte dei tre pilastri che reggono una città funzionante è, necessaria una forte azione di consolidamento.
Il potenziamento del pilastro politico non può che passare da un risanamento della finanza pubblica locale, dalla lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione e da un miglioramento della performance della struttura burocratica. Alla realizzazione di questi obiettivi ho dedicato oltre cinquanta pagine, nelle quali si indicano le strategie da mettere in campo per risanare la finanza pubblica, per combattere la criminalità e la corruzione e per migliorare la performance della struttura burocratica del Comune.
E’, fondamentale che la futura classe politica della città abbia piena consapevolezza che i prossimi dieci anni saranno tutti dedicati a evitare il dissesto finanziario attraverso azioni di risanamento dolorose (aumenti di tasse, riduzioni di servizi e lotta all’evasione fiscale), a combattere il malaffare e a migliorare il funzionamento della struttura burocratica in efficienza ed efficacia. Il raggiungimento di questi tre obiettivi costituisco la precondizione necessaria per la rinascita della città.
Il rafforzamento del pilastro economico, necessario ad arginare e a ridurre drasticamente disoccupazione, povertà e disuguaglianze, non può che avvenire attraverso investimenti pubblici in infrastrutture materiali e immateriali necessari a sviluppare l’economia del mare, dell’agricoltura e dei servizi, settori sui quali puntare per creare un Modello di Sviluppo Economico e Sociale sostenibile nel medio e lungo periodo.
Il pilastro sul quale intervenire più massicciamente è quello comunitario, rendendo il cittadino parte attiva del processo di sviluppo, prendendo contezza della vita pubblica e partecipando alla costruzione del bene pubblico, mettendo da parte invidie sociali e rassegnazione. La scuola è il luogo nel quale il senso di comunità e di cittadinanza possono ritrovarsi pienamente.
Il resto del libro evidenzia come si possono rafforzare il pilastro dell’economia e quello comunitario, spiega inoltre, che una città nuova è un obiettivo possibile, che le cose possono cambiare e le idee e le competenze contano più di quanto si possa immaginare. Si è designata una “piattaforma” che ho ritenuto utile proporre per riaccendere il confronto sulle cose da fare prima che sia troppo tardi. E’, una mia visione della città basata su studi e ricerche e sul senso della storia e, se il linguaggio usato è quello di un tecnocrate, riflette però le più elevate aspirazioni umane e, non rifugge dall’impiego della lingua della morale e dei valori.
Nicola di Bari
P.S Il saggio sarà distribuito gratuitamente, chi lo vorrà potrà contribuire con un’offerta da destinare alla Caritas di Manfredonia.

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