Nasce la Consulta delle donne di Manfredonia

Nasce ufficialmente la Consulta delle donne di Manfredonia. Dopo la seduta di insediamento del 12 maggio, l’assemblea ha eletto l’8 giugno la presidente Viviana Prencipe e, il 13 luglio, la vicepresidente Chiara Scarano, completando così gli organi di rappresentanza.

Non tutte le voci vengono messe a tacere. Alcune di esse continuano a risuonare, lasciando in eredità un’eco di resistenza. È la voce delle donne. Una voce che pur avendo abitato un territorio, generato relazioni e alimentato il tessuto sociale, ha dovuto attendere a lungo prima di essere riconosciuta nei luoghi della rappresentanza e della partecipazione pubblica. Quel cammino, nonostante le conquiste raggiunte, non può ancora dirsi compiuto. È proprio dentro questa tensione, sospesa tra diritti affermati e nuovi orizzonti di rappresentanza e partecipazione, che prende forma e sostanza la Consulta delle donne di Manfredonia.

Cos’è la Consulta delle donne?

Desiderio accolto e sostenuto dall’Amministrazione Comunale e dall’assessora Valente, la Consulta delle donne è un organismo consultivo e partecipativo nato con l’obiettivo di promuovere le pari opportunità, difendere i diritti femminili e favorire l’inclusione delle donne nel tessuto sociale e politico. Presentata ufficialmente nell‘Aula Consiliare di Palazzo San Domenico il 12 maggio, la Consulta riunisce oggi 65 donne. Tra i membri della Consulta c’è chi, dopo anni trascorsi lontano da Manfredonia per motivi di studio o di lavoro, ha scelto di fare ritorno nella propria città, altre, invece, non l’hanno mai lasciata. Percorsi differenti che convergono in un patrimonio comune di competenze, esperienze e sensibilità. Insegnanti, professioniste, dipendenti pubbliche, imprenditrici, operatrici del sociale, madri, giovani e pensionate, donne con ruoli e vissuti diversi, ma accomunate dalla volontà di mettere il proprio bagaglio umano e professionale al servizio della comunità.

Le guide della Consulta

L’8 giugno è stata eletta presidente Viviana Prencipe, laureata con lode in Giurisprudenza, responsabile del dipartimento doganale presso A. Galli & Figlio S.r.l., agente raccomandatario marittimo e componente di commissioni di studio nazionali in materia doganale e portuale. È mamma di due bambini di 9 e 5 anni, un’esperienza che considera parte integrante della propria formazione personale e civile. Il 13 luglio l’assemblea ha poi eletto vicepresidente Chiara Scarano. laureata all’Università di Bologna in Biotecnologie veterinarie, ad oggi si occupa di sicurezza alimentare presso un’azienda di Foggia. Tornata stabilmente a Manfredonia nel 2020, ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Per Chiara far parte della Consulta delle donne significa fare rete e costruire, insieme alle altre cittadine, un percorso condiviso a sostegno delle donne del territorio.

La visione della presidente Viviana Prencipe

Per la dott.ssa Viviana Prencipe la Consulta delle donne non nasce per rappresentare una categoria, ma per sperimentare un diverso modo di vivere la partecipazione civica. «Immagino la Consulta delle donne come uno spazio aperto di partecipazione, ascolto e progettazione civica. Un luogo che non parli al posto delle donne, ma che permetta alle donne di esprimere bisogni, competenze, idee e proposte per contribuire alla crescita della città.» La prima sfida sarà conoscere il territorio prima ancora di immaginare possibili soluzioni. Da qui l’avvio di una mappatura partecipata dei bisogni delle donne sipontine, attraverso questionari e momenti di ascolto diffusi. «Prima di individuare le priorità è necessario conoscere davvero le esigenze delle donne di Manfredonia. Non vogliamo sostituirci all’ISTAT né trasformare questo progetto in un esercizio statistico. Ci interessa costruire un quadro reale dei bisogni al fine di formulare proposte concrete all’Amministrazione comunale.» Un metodo che la dott.ssa Prencipe sintetizza in tre parole: conoscere, ascoltare, proporre. «Nel dato non c’è retorica: c’è uno strumento che ci permette di orientare meglio le nostre energie. La Consulta è un organismo consultivo e non può adottare atti amministrativi, ma può raccogliere elementi oggettivi, coinvolgere la cittadinanza e avanzare proposte realistiche.»

La Consulta come “laboratorio civico”

La presidente tiene a chiarire la natura stessa della Consulta, distinguendola dalla Commissione Pari Opportunità«Non è un luogo di segregazione, né uno spazio in cui ci si riunisce per parlare di “cose da donne”. Mi piace immaginarla come un laboratorio civico, uno spazio in cui sperimentare un diverso modo di intendere la politica, nel senso più autentico della polis: prendersi cura della comunità.» Per la presidente la vera sfida non consiste semplicemente nell’aumentare la presenza femminile nei luoghi decisionali, ma nel contribuire a trasformarne linguaggi e ricalibrare modalità. «Le donne non hanno più bisogno di indossare delle barbe per entrare in Parlamento, come accadeva nelle Ecclesiazuse di Aristofane. La sfida di oggi non è occupare spazi già esistenti, ma trasformarli, affinché possano accogliere modi diversi di ascoltare, discutere e costruire.» Infine, un messaggio rivolto all’intera comunità: «Le assemblee della Consulta sono pubbliche e aperte. Credo che una comunità cresca quando cresce la qualità della partecipazione di tutte le persone che la compongono».

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