MESSAGGIO DI MONS. GIORGIO FERRETTI ALLA CITTÀ DI FOGGIA AL TERMINE DELLA SOLENNE PROCESSIONE DEL SACRO TAVOLO DELL’ICONAVETERE
Foggia, piazza Card. Pericle Felici
14 agosto 2025
Maria è la Vergine Madre di Dio. Madre degli apostoli e della Chiesa. È la donna del “Noi”. In
un mondo che sa essere cattivo verso i poveri, verso chi fugge dalla guerra e dalla povertà, Maria
invece accoglie nel suo cuore Dio e il suo disegno di salvezza per tutti. Anche Dio non sa stare
da solo.
Ecco, in un mondo dove l”Io” possessivo e consumista è il modello dominante, Maria si pone al
servizio di Dio e degli uomini, come alle nozze di Cana, dove, attenta e delicata, si accorge che
manca il vino per la festa. In un mondo dove ognuno va per la sua strada, sgomita e calpesta gli
altri, Maria si pone al servizio, ma non con fare servile e cortigiano: non aspira a nulla, solo ama.
Ella è madre dell’umanità, per questo è venerata sia nell’ebraismo che nell’Islam. Non può
accettare la guerra, perché, Madre di Dio, è madre di ogni uomo e ogni donna. Suoi figli e figlie
sono da un lato e dall’altro delle barricate. Per questo appare nella storia: per ammonire che la
guerra è sempre diabolica. La guerra uccide i suoi figli e le sue figlie, non è mai giusta, non è mai
giustificabile, è madre di tutte le povertà.
Maria è prima di tutto donna. È semplice, delicata, discreta, forte, desiderosa di conoscere, di
vederci chiaro e insieme di amare e di volere la verità. Per questo conserva il Vangelo nel suo
cuore e si pone al servizio di Dio come la prima discepola.
Maria, donna, dà dignità ad ogni donna. In ogni donna c’è un po’ di Maria; c’è un po’ della
sacralità di Maria.
Nessuna può essere umiliata, violata, violentata e tanto meno uccisa. Ogni donna va onorata. In
ciascuna c’è la luce riflessa della Madre di Dio, perché ogni donna è madre.
Ma viviamo nel tempo della dittatura dell’“Io”: io voglio, io possiedo, io decido, io comando, io
vendo e compro. E giungiamo sino a voler possedere anche gli altri esseri umani. L’egoismo ci
rende a tal punto ciechi da non vedere negli uomini e nelle donne la scintilla di Dio.
Pensiamo che siano solo solo “oggetti” da usare, sfruttare, godere.Fratelli e sorelle, dobbiamo ritrovare il senso di essere figli e figlie della Madre di Dio, per
riconoscere negli uomini e nelle donne dei fratelli e delle sorelle, non dei nemici o degli ostacoli
alla nostra felicità o, peggio, degli “oggetti” per la nostra soddisfazione.
Dobbiamo ritrovare il senso dell’affettività, dei sentimenti veri. La felicità non viene dal
possedere ma dal servire. Questo è il grande paradosso del Vangelo della salvezza: “C’è più gioia
nel dare che nel ricevere”, dice Gesù. La felicità è nell’amare, nel promuovere l’umanità
dell’altro.
Amici e amiche, sento che amiamo questa città più di quanto talvolta ammettiamo a noi stessi.
Per questo sento bruciare la ferita nel cuore quando le cose non vanno bene, quando, vivendo la
tirannide dell’“Io”, sporchiamo, violiamo, ci separiamo, non costruiamo insieme. Noi amiamo
Foggia ma spesso non sappiamo come uscire dalla morsa dell’Io Predatorio che pare persuaderci
con più forza del Vangelo dell’amore.
Fratello, sorella, come Maria, abbandoniamoci all’amore disinteressato di Cristo. Lasciamo che
la Chiesa ci renda sempre più un’unica famiglia con Dio come Padre e Maria come Madre.
Accogliamo il Vangelo! Ci insegna la lingua dell’amore, del perdono, del servizio, della
solidarietà. Ciascuno di noi, che onora Maria, apprenda da lei a servire e ad accogliere tutti,
particolarmente i più deboli. Togliamoci noi dal centro del mondo e mettiamoci Dio. Saremo tutti
molto più felici di quanto possiamo pensare. Sarai felice come non hai mai pensato di essere.
E tu, Madre del Signore e Madre di Foggia, abbracciaci, proteggici, sostienici e rendici migliori.
Te lo chiediamo in questo giorno che sei Assunta nel cielo dal Tuo Figlio Gesù. E tu, che sei
davanti a Dio, intercedi per noi, per la nostra città, per il mondo intero perché venga presto la
pace. Amen

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