Manfredonia, gare a porte chiuse? “Troppo facile chiudere i cancelli, perché a pagare dovrebbero essere tutti?”

Manfredonia, gare a porte chiuse? “Troppo facile chiudere i cancelli, perché a pagare dovrebbero essere tutti?”

Lo stadio Miramare non è di chi fa casino. È di chi lo vive.

Si parla di chiudere lo stadio e di disputare le prossime partite a porte chiuse per una rissa avvenuta una settimana fa.

Ma una domanda è inevitabile: perché a pagare dovrebbero essere tutti? C’è gente che ha acquistato un abbonamento, ha pagato regolarmente e va allo stadio semplicemente per sostenere la propria squadra, spesso portando con sé figli e famiglia. Persone che non hanno fatto nulla e che, invece, rischiano di vedersi negato ciò per cui hanno già pagato.

Se ci sono responsabilità, si individuino i responsabili e si intervenga su quelli. Non è accettabile trasformare una responsabilità individuale in una punizione collettiva.

E soprattutto, prima di prendere decisioni del genere, ci si ricordi che dietro quei biglietti e quegli abbonamenti ci sono persone, famiglie e sacrifici. Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni.

Chi va allo stadio per tifare non deve pagare per gli altri. Il Miramare deve essere un luogo di sport, passione e aggregazione. Non può diventare il posto dove, ancora una volta, a rimetterci sono quelli che rispettano le regole.

E poi c’è un’altra cosa che continua a non tornarmi. Perché quel giorno le due tifoserie sono state fatte uscire contemporaneamente?

Se si sapeva che tra le due tifoserie c’era tensione, perché non sono state adottate modalità diverse per evitare che potessero trovarsi nello stesso momento fuori dallo stadio?

Non voglio fare accuse, ma qualcosa non quadra e credo che queste domande meritino delle risposte. Perché è troppo facile, dopo, chiudere i cancelli e far pagare il conto a tutti.

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