Lettera aperta di un nonno ad un dirigente scolastico

LETTERA APERTA DI UN NONNO AD UN DIRIGENTE SCOLASTICO
Altrove ho commentato l’inopportunità di aver spostato in un unico plesso, e mi riferisco al Polo Scolastico che ha accorpato gli Istituti Rotundi, Roncalli, Fermi,Euclide, di Manfredonia.
In primo luogo perche’ ritengo che ogni Istituto debba riconoscersi nella sua struttura storica che è identitaria.
Inoltre, per l’esperienza degli anni trascorsi, in questo maxi plesso sono stati tanti i probemi:
( interruzioni per fermi corrente elettrica, mancanza di acqua per lavori,ecc. ) che hanno determinato anche giorni di perdita di lezioni e quindi di enormi disagi per i genitori , e nonni, come me, che hanno dovuto sobbarcarsi l’onere di queste lacune tecnico amministrative, provvedendo a riprendere i ragazzi ogni volta che si sono manifestati quaesti problemi,che non ci sono stati quando ogni Scuola aveva il suo Istituto.
C’è da dire, inoltre che questa discutibile soluzione ha determinato una grande concentrazione di persone anche e specialmente in questo periodo di pandemia in cui si sarebbe dovuto ,invece, deconcentrare.
Inoltre, la distanza notevole del Plesso, dalla Città, rende perticolarmente gravoso sia l’accompagnamento che la ripresa dei ragazzi, determinando anche, negli orari di punta, un volume di traffico , per le auto, a volte caotico.
Per chi abita,come me, nelle periferie o nei comparti fuori mano (io abito a Siponto), i problemi sono diventati seri ed insostenibili.
A questo si aggiunge,ed è questo il motivo di questa mia lettera,il fatto che molte volte sono i responsabili , dirigenti, presidi, ecc. a complicare le cose rendendole ancora più gravose, ignorando le difficoltà in cui si mettono genitori e nonni con dei frequenti e non previsti cambi di orario, sia di ingresso che di uscita: per cui, sei costretto a fare più volte il percorso trascurando gli altri impegni e gravando di più sul bilancio, perché fare più chilometri significa avere dei costi che molti non ci possiamo più permettere.
Faccio un esempio e, credo,valga anche per altri nelle mie stesse condizioni.
Ho due nipoti: uno va alle Suore del Sacro Cuore in Via Scaloria ed entra alle 8.10 , l’altra al Roncalli ed entra alle 8.30.
In questo caso, lasci prima uno al Sacro Cuore e porti l’altra al Polo Scolastico e li vai a riprendere in uscita, alle 13.20 uno, e alle 13.30, l’altra.
Come succede spesso, mentre uno entra alle 8.10 ,l’altra deve entrare, perché la scuola ha problemi, alle 9.30, o esce,per imprevisti, prima delle 13.30.
Allora rientra a Siponto aspetta fino alle 9.15 e poi accompagna l’altra alle 9.30
Stessa difficoltà si incontra per le uscite anticipate molto spesso non previste.
Penso a quei ragazzi che vengono da Vieste, Mattinata, Monte S.Angelo,ecc. e sono costretti a rimanere al freddo,alla pioggia, al caldo estivo, perché non possono entrare in classe, e non per colpa loro, ma di chi DEVE provvedere perché ciò non avvenga.
Io ricordo che noi , dalle elementari alle Superiori, si entrava sempre al suono unico della campanella e si usciva, alla stessa ora, tutti.
E se, come spesso accadeva, mancava un professore, intanto si entrava tutti sempre in aula ed il Preside provvedeva alla supplenza. E molte volte era lo stesso Preside che ci intratteneva con argomenti anche diversi.
QUINDI LA SCUOLA , CON I SUOI DIRIGENTI, CHE HANNO IL COMPITO DI RISOLVERE QUESTI PROBLEMI E NON PER CREARLI, SI ATTIVI AD ESSERE PIU’ FUNZIONALE E SOPRATTUTTO SI IMMEDESIMI NEI PROBLEMI DEI CITTADINI .
Firmato:
uno dei tanti nonni e genitori .