L’Acquapark Ippocampo dopo lo stop per la stagione 2026 valuta l’addio a Manfredonia
OGGETTO: L’Acquapark Ippocampo conferma lo stop per la stagione 2026. Mancata apertura per motivi documentali. Compromessi l’occupazione e l’indotto. La proprietà valuta una ricollocazione nella BAT.
Manfredonia, 31 luglio 2026
Ricorre in questi giorni il 36° anniversario della nascita dell’Acquapark Ippocampo. Il 28 luglio 1990 il parco apriva per la prima volta i suoi cancelli, posizionandosi come uno dei pionieri del divertimento acquatico in Italia e diventando, nel corso di oltre tre decenni e non senza difficoltà, la fabbrica dei ricordi estivi per migliaia di famiglie e la destinazione preferita di generazioni di bambini.

Quest’anno, tuttavia, le risate dei più piccoli e la spensieratezza delle giornate estive hanno lasciato il posto al silenzio. Per la prima volta nella sua storia la struttura è rimasta chiusa a fronte di una gestione amministrativa improntata al massimo rigore formale.
Con profondo rammarico comunichiamo che, nonostante gli sforzi e le ingenti risorse impiegate per completare gli iter burocratici necessari al riallineamento documentale e autorizzativo, l’Acquapark Ippocampo non potrà aprire al pubblico per la stagione estiva 2026.


Si ribadisce che la mancata apertura non è in alcun modo collegata a problemi strutturali o di sicurezza delle attrazioni e degli impianti, bensì a motivi di regolarizzazione documentale, resasi necessaria a seguito di modifiche del quadro normativo e della necessità di adeguamento della documentazione edilizia e urbanistica ai sensi della normativa vigente. Si tratta di pendenze che la società tenta di risolvere da anni, scontrandosi con un approccio prettamente formale e privo di flessibilità operativa da parte degli uffici competenti.
Desideriamo comunque ringraziare pubblicamente quei funzionari comunali che hanno tentato di supportarci nella complessa situazione, sebbene i loro sforzi siano ormai risultati vani rispetto a un’apertura imminente, a causa della farraginosità e delle tempistiche delle procedure burocratiche generali.

Questo scenario lascia un forte senso di amarezza. Se fosse stata applicata la stessa attenzione e lo stesso spirito di supporto che solitamente si riserva alle grandi sfide imprenditoriali, forse oggi avremmo celebrato i 36 anni con i cancelli aperti. Invece, l’attività si è arrestata davanti a una serie di dinieghi e provvedimenti d’ufficio che hanno penalizzato un’azienda storica che avrebbe meritato di essere costantemente affiancata per risolvere i nodi tecnici prima della stagione, tutelando il lavoro e l’immagine turistica di Manfredonia.
Purtroppo siamo ben distanti da altre realtà territoriali in cui le imprese del divertimento sono valorizzate come importanti attrattori, capaci di generare valore economico, culturale e sociale al territorio, oltre a offrire esperienze emozionali a giovani e famiglie. Chi investe in questo settore sa bene di dover affrontare un percorso difficoltoso, caratterizzato da ingenti capitali iniziali e ritorni a lungo termine, ma si aspetterebbe un approccio degli enti improntato alla collaborazione istituzionale, specialmente nel contesto di un generale e progressivo depauperamento del territorio locale, con particolare riferimento al declino dello stesso Villaggio Ippocampo. La nostra realtà sembra invece penalizzare quelle iniziative imprenditoriali che potrebbero valorizzare zone a forte vocazione turistica, anche in nome di una tutela ambientale che appare ineccepibile sulla carta, ma che nella pratica si traduce solo in un freno allo sviluppo economico del territorio.
La direzione esprime viva contrarietà per l’impossibilità di garantire il consueto supporto a questo comparto. Le conseguenze della mancata apertura del parco ricadono, nostro malgrado, sulle oltre 50 persone, tra collaboratori e lavoratori dipendenti stagionali, che hanno visto sfumare un’importante opportunità occupazionale e sul vasto indotto di imprese esterne e partner commerciali, come i fornitori di beni e servizi.
Questo blocco forzato ci impone una seria e profonda riflessione sulla sostenibilità a lungo termine degli investimenti già fatti e su quelli programmati per un possibile potenziamento dell’offerta. A tutela del patrimonio aziendale e a fronte della forte penalizzazione subita dall’attività d’impresa, la proprietà conferma che, parallelamente alle pratiche di riallineamento documentale avviate, ha attivato un percorso di analisi di fattibilità tecnica per una ricollocazione strategica e la delocalizzazione della struttura ricreativa nella vicina provincia di Barletta-Andria-Trani. In tal senso, sono già stati avviati primi contatti istituzionali con alcune amministrazioni comunali, che hanno mostrato un forte interesse verso questo tipo di investimenti sul proprio territorio.
Il nostro sincero e sentito ringraziamento va soprattutto ai tantissimi clienti, alle persone che avrebbero voluto godere anche quest’anno di giornate indimenticabili, ai partner commerciali, ai lavoratori e ai collaboratori a cui è stata sottratta questa opportunità occupazionale, e a tutti coloro che ci sostengono con straordinarie manifestazioni di affetto e vicinanza attraverso i canali social. Rassicuriamo tutti che l’azienda profonderà ogni sforzo affinché l’estate 2026 rappresenti soltanto una pausa temporanea e non la fine di una storia iniziata nel 1990.
Ufficio Stampa Acquapark Ippocampo

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