La Marca: “Bella ciao, l’Italia che resiste”

La Marca: “Bella ciao, l’Italia che resiste”

Rivolgo il mio più sincero saluto e ringraziamento alle autorità civili e militari, alle associazioni e a tutti voi presenti, in questo Anniversario, per ricordare la Liberazione del nostro Paese.


Quella Liberazione non deve essere solamente un ricordo, una solenne commemorazione con banda, con una cerimonia partecipata e il tricolore che sventola. E’ promemoria di una responsabilità che continua.
La lotta per Liberazione deve farsi vita nella quotidianità, perché noi tutti siamo chiamati ad essere custodi di quei valori (la libertà, la pace, giustizia, democrazia) ricordati dal Presidente Mattarella nel suo messaggio, custoditi e protetti in quella ‘cassaforte’ che è la nostra Costituzione, non un semplice insieme di leggi, ma orientamento per la convivenza civiel.


Quella Resistenza di ieri, che spesso leggiamo solo al maschile, dimenticando che furono 35.000 le donne che combatterono, 633 morirono, 1.500 furono deportate e 4.500 arrestate, è ribellione di oggi, voglia di tornare al bello, ritrovare la bellezza.
E se oggi possiamo dirci ‘ uno Stato Libero’ è perché qualcuno iniziò a ribellarsi e liberarsi , ad immaginare che le cose potevano cambiare.
Non si è rassegnato, non ha fatto finta di niente ma ha avuto la forza e il coraggio di dire da che parte stava, di scendere in strada e sacrificare anche la propria vita.


Un sacrificio in nome della libertà collettiva, opponendosi al nazifascismo, alla prepotenza, alla ferocia, alla violenza, all’arroganza, all’intolleranza, al ‘ me ne frego’, alla bassezza morale di quel’ Barbaro dominio fascista’, come più volte ricordava un grande Presidente, Sandro Pertini.


Purtroppo, oggi, in questo mondo di ingiustizie, di guerre, siamo chiamati nuovamente ad essere nuovamente partigiani. Non possiamo più restare in silenzio o spettatori distratti di un mondo che ci travolge; non facciamoci rubare la speranza da chi vuol farci credere che nulla può cambiare, che si è fatto sempre così, che la diversità è un pericolo e che è meglio nasconderci dietro i muri del nostro egoismo.
Le rivoluzioni non si fanno con gli slogan o con i post su facebook.
Non basta più l’indignazione: siamo chiamati a trasformare l’indignazione in corresponsabilità, in un impegno continuo e costante per il bene comune.
Dobbiamo essere più generosi verso la nostra città: e chiederci cosa faccio io di concreto per la mia città, per far star meglio chi mi sta vicino e la gente della mia città?
Ogni giorno, a casa, a scuola, negli uffici, in un condominio, per strada, in piazza, Tu puoi fare la tua parte, TU PUOI FARE QUALCOSA e quel poco, che a te può sembrare insignificante, se messo insieme, ha un unico orizzonte: evitare che il mondo diventi invivibile e fare in modo che diventi un po’ più giusto.
E’ 25 aprile quando indossi un vestito da supereroe (ricordiamo il giovane Umberto Leone scomparso solo qualche mese fa) o un naso da clown e vai nelle piazze o in un reparto pediatrico oncologico per regalare sorrisi e quel gesto è una carezza al cuore.
E’ 25 aprile quando si apre una biblioteca di quartiere e leggi libri, racconti e apri porte magiche che affacciano sul mondo.
E’ 25 aprile quando, in un area periferica di città, un parco giochi ritorna ad rianimarsi di vita e grida gioiose di bambini, sotto l’occhio vigile di una mamma o dei nonni.
E’ 25 aprile quando ti prendi cura di un aiuola, di un pezzo di strada e, se qualcuno ti dice, ma tocca al Comune, lascia stare! tu rispondi “ il Comune sono anch’io’.
E’ 25 aprile quando vai a trovare gli anziani in una casa di riposo, quando usi parole gentili, che fanno bene, quando porti un pezzo di torta al vicino di casa che vive solo.
E’ 25 aprile nelle spiagge pulite dai volontari, nelle fiamme finalmente spente e nelle aree salvate dall’incuria dell’uomo … nella bellezza ed energia di giovani che fanno teatro o fanno musica o che semplicemente stanno bene insieme e magari danno qualche ora della propria settimana per la nostra comunità.
E’ 25 aprile quando mi abbracci più forte ed io non ho paura di te, della diversità e mi sento speciale con te.
E’ 25 aprile ogni volta che un giovane firma un contratto di lavoro e magari decide di mettere su famiglia; è 25 aprile ogni volta che ai tuoi dipendenti paghi uno stipendio giusto e regolare per un lavoro svolto.
E’ 25 aprile quando hai la forza di denunciare chi ti ha imposto un’assunzione o ti chiede il pizzo o un favore illecito.
E’ 25 aprile ogni volta che preferiamo la responsabilità all’indifferenza, ogni volta che non lasciamo perdere, ogni volta che non giriamo la testa di fronte ad un reato e abbiamo il coraggio di denunciare, che non prestiamo il fianco al compromesso, che non scegliere le scorciatoie per favorire il privilegio di alcuni a danno dell’interesse di molti.
E’ 25 aprile ogni volta che siamo capaci di opporci all’ ingiustizia, alla Mafia e alla criminalità presenti e viva in città, anche se non si fa sentire.
E’ 25 aprile ogni volta scegliamo la speranza piuttosto che la rassegnazione e quella speranza, come ci ricorda qualcuno, ha il volto degli esclusi.

Viva il 25 Aprile, Viva l’Italia, Viva l’Italia Liberata, Viva Manfredonia Libera.

Domenico La Marca

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