
Indagini Vieste, Paglialonga: “Non mi sono voltato dall’altra parte”
Il comunicato del Sindaco di Vieste con cui si dà notizia della revoca della mia delega assessorile al Comune mi chiama evidentemente all’obbligo di dare delle spiegazioni ai miei concittadini.
Invero, nel corso di questi anni, ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo con passione, disponibilità e senso di responsabilità, mettendo al centro le persone, ascoltando problemi, raccogliendo segnalazioni e cercando, nei limiti delle mie possibilità e del mio ruolo, di dare risposte concrete a chi si rivolgeva a me.
Non sono mai stato un assessore chiuso in un ufficio. Ho scelto di stare tra la gente, di confrontarmi ogni giorno con i cittadini e di mettermi a loro disposizione nel rispetto della legge e del mio mandato. Chi mi conosce sa bene che persona sono, sa come ho vissuto il mio impegno amministrativo e sa che non mi sono mai sottratto alle responsabilità.
Per questo motivo non posso accettare in silenzio la ricostruzione che il Sindaco ha proposto alla città. Ebbene la revoca del mio incarico non deriva dalla divergenza di vedute politiche sull amministrazione della città.
La perdita di fiducia nella mia persona non deriva da qualcosa di sbagliato o non condiviso nell’esercizio delle mie funzioni o peggio per qualcosa di illecito che avrei commesso. La perdita di fiducia deriva dal fatto che, mio malgrado, sono diventato testimone di un procedimento penale per fatti molto gravi che vedono coinvolto il Sindaco e che non potevo far finta di non vedere.
Poichè tali fatti non riguardavano il mio operato politico e amministrativo io non mi sono dimesso. Sono stato invece revocato perchè non ho taciuto, non mi sono girato dall’altra parte facendo finta di non vedere o non sapere. Leggendo il comunicato del Sindaco, si parla molto delle registrazioni che io avrei fatto a sua insaputa. Non si parla mai del loro contenuto. Si parla solo della fiducia venuta meno.
Non si spiega perché quella fiducia sia venuta meno. Le registrazioni di cui si parla non sono voci, indiscrezioni o racconti di parte. Sono fatti già acquisiti dagli organi competenti, che per questo stanno indagando e svolgendo tutti gli approfondimenti necessari.
Non posso accettare di passare come il problema di questa storia, mentre i suoi protagonisti sono ben altri. Su questo i cittadini meritano chiarezza, ma per averla, non potendo rivelare io il contenuto delle indagini, non posso dire altro che bisogna aspettare che la legge faccia il suo corso.
Chi sicuramente non è legato al segreto istruttorio non essendone un testimone ma una parte è il Sindaco, il quale, ieri mattina, aveva l’opportunità di affrontare pubblicamente la questione nella sede più alta della vita democratica cittadina: il Consiglio Comunale.
Continuerò a svolgere il mio ruolo dai banchi del Consiglio Comunale, anche dall’opposizione, con la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa disponibilità che hanno caratterizzato il mio impegno in questi anni. Lo farò con serenità, nell’interesse esclusivo della città e di tutti quei cittadini che hanno creduto in me e continuano a meritare una voce libera, autonoma e responsabile all’interno delle istituzioni.


