Il mio villaggio

Il mio villaggio, dove ho vissuto, 
aveva un cuore nudo,
un muto linguaggio e un orecchio sordo.
Un nodo controvento,
venti gabbiani su uno scoglio, 
un sogno monco e un cielo azzurro, 
anche al tramonto sembrava giornoAveva un mare,
così abbondante di mareggiate libere, 
che s’infrangevano contro un muretto a due passi 
dalle case.
Il canto delle onde la notte,
che mi cullavano di sonno profondo e sereno,
piccolo bimbo in un cielo nero, 
che camminava in un corridoio bianco.
Di Claudio Castriotta 

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