Guerra Iran-Israele: bombardato l’aeroporto di Mehrabad a Teheran durante i nuovi raid israeliani

Attacco allo scalo della capitale iraniana nell’ottavo giorno di conflitto. Teheran risponde con missili contro Israele e droni su basi USA

Prosegue l’escalation militare tra Iran e Israele. Nell’ottavo giorno di guerra, l’aviazione israeliana ha lanciato una nuova serie di attacchi contro la capitale iraniana Teheran, colpendo tra gli obiettivi anche l’aeroporto internazionale Mehrabad, uno dei principali scali della città.

L’operazione rientra in una più ampia offensiva contro strutture ritenute strategiche dal governo israeliano.

La risposta di Teheran: missili balistici verso Israele

Dopo i bombardamenti, l’Iran ha reagito lanciando una nuova ondata di missili balistici contro Israele. Durante la notte, milioni di persone sono state costrette a cercare riparo nei rifugi antiaerei.

Forti esplosioni sono state segnalate a Tel Aviv, mentre un’altra detonazione è stata percepita anche nei pressi di Gerusalemme dopo l’attivazione delle sirene di allarme per l’arrivo di un missile iraniano.

Successivamente l’esercito israeliano ha comunicato che la popolazione poteva lasciare i rifugi in tutte le regioni del Paese, indicando una temporanea riduzione del rischio immediato.

Droni contro basi americane nel Golfo

La tensione si estende anche oltre il confronto diretto tra Iran e Israele. Teheran ha infatti dichiarato di aver colpito con droni alcune basi militari statunitensi ad Abu Dhabi e in Kuwait.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, la Russia starebbe fornendo informazioni di intelligence ai Pasdaran, che potrebbero essere utilizzate per attacchi contro obiettivi americani nella regione.

Missili e attacchi anche nel Golfo Persico

Nella notte sarebbero stati lanciati missili e droni iraniani verso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e verso il Bahrein. Alcune esplosioni sono state udite anche nei pressi dell’aeroporto della città emiratina.

Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno riferito di aver effettuato una vasta operazione militare contro obiettivi a Teheran, lanciando oltre 230 missili e colpendo diverse strutture della capitale iraniana.

Il ruolo degli Stati Uniti nella crisi

Il comando militare statunitense per il Medio Oriente ha dichiarato che dall’inizio dell’operazione “Epic Fury” sono stati colpiti circa 3.000 obiettivi.

Intanto gli Stati Uniti stanno valutando l’invio di una nuova portaerei nucleare nel Mediterraneo, segnale dell’aumento della tensione nella regione.

Sul piano politico, il presidente Donald Trump ha escluso la possibilità di negoziati con Teheran, dichiarando di voler ottenere “la resa incondizionata” dell’Iran.

Preoccupazione per l’economia globale

L’allargamento del conflitto nel Golfo Persico sta generando timori anche sui mercati internazionali, soprattutto per quanto riguarda il petrolio e le rotte energetiche mondiali.

Secondo alcune indiscrezioni, Washington starebbe valutando la revoca di alcune sanzioni sul petrolio russo nel tentativo di stabilizzare

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