Guerra in Ucraina, il caso delle persone trans: una volta arrivate ai confini vengono rimandate indietro perché, documenti ufficiali alla mano, non possono lasciare il Paese, come previsto per tutti gli uomini dalla legge marziale entrata in vigore subito dopo l’invasione russa.
Secondo alcune stime delle organizzazioni ucraine, in centinaia di transgender hanno cercato di varcare il confine dall’inizio della guerra, ma circa il 90% di loro è stato respinto.
Il partito gay italiano, guidato da Fabrizio Marrazzo, chiede l’intervento del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per “consentire anche a medici italiani volontari di andare al confine per certificare le persone trans e farle uscire dall’Ucraina”.

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