“Siamo di fronte a gente malata che non ha rispetto né dei morti, né dei vivi. Non ci sono parole per definire un gesto assurdo i cui autori spero siano assicurati alla giustizia in tempi rapidi. Sono vicino alla famiglia di zì Antonio, umiliata e ferita così come l’intera comunità garganica che in Antonio Piccininno ha sempre visto un esempio di umiltà e generosità. Ci affidiamo tutti alle forze dell’ordine affinché risolvano questo caso che sa dell’incredibile”.
Così il Presidente del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella commenta il furto della bara con all’interno il corpo di Antonio Piccininno, avvenuto questa notte a Carpino quando ignoti hanno scardinato la porta d’ingresso della tomba di famiglia, divelto la lapide e portato via il sarcofago dell’artista. Sul caso indagano i carabinieri di Vico del Gargano, oltre ai reparti scientifici dell’Arma.

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