Eolico Off-Shore: Italia Nostra contro l’installazione sul golfo di Manfredonia

Impianto eolico Off-shore: dopo i Monti Dauni anche il Golfo di Manfredonia sarà devastato

 Noi cittadini/e dell’Associazione Italia Nostra Sezione Gargano Terre dell’Angelo chiediamo al ministro delle infrastrutture e del trasporto di bloccare le autorizzazioni relative al progetto dell’impianto eolico off-shore della società SEANERGY S.R.L nel tratto di mare compreso tra Mattinata, Monte sant’Angelo, Manfredonia, Margherita di Savoia, nonostante siano trascorsi i termini del 26 agosto per far arrivare alla Capitaneria di Porto  le motivazioni che ne sconsigliano l’istallazione.

Agosto non è il mese più idoneo per simili pubblicazioni in quanto è difficile venire a conoscenza di progetti così impattanti e deleteri riguardanti il nostro mare.

   La nostra opposizione alla realizzazione dell’impianto eolico off-shore non può che essere radicale sia perché entrano in conflitto interessi  contrapposti, quello del progetto della SEANERGY S.R.L., considerato  di pubblica utilità e quelli ben più corposi della sicurezza e di tipo economico, sociale e ambientale legati alle attività industriali, del commercio, della pesca e del turismo derivanti dalle aree interessate, sia perché il Golfo di Manfredonia per la sua particolarità offre tanti e validi motivi per non consentirne l’istallazione

  1) l’impianto in oggetto composto da 68 aerogeneratori che impegnerebbero  una superficie marina di 75,48 KM quadrati per un perimetro complessivo di 40,3 Km quadrati, sarà una nuova ghigliottina per l’economia e il turismo delle città interessate dal progetto in quanto determinerà una grave limitazione alla navigazione e perciò un grave ostacolo alla valorizzazione dei porti di Manfredonia interessati da  progetti di ampliamento e adeguamento per il rilancio degli stessi cui sono destinati cospicui investimenti che rischiano di essere vanificati.

L’allarme “Saranno un ostacolo per l’accesso ai porti” è stato lanciato dallo stesso Presidente dell’Autorità Portuale dell’Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi, che sempre a tal proposito ribadisce che “spesso le problematiche che incombono sono trattate da non esperti che non si rendono conto delle conseguenze collaterali;

 2) La sicurezza della navigazione per i pescatori verrà messa a dura prova che saranno così  obbligati a circumnavigare il perimetro dell’impianto e perciò in caso di perturbazione improvvise(e i cambiamenti climatici li rendono sempre più frequenti) non potranno trovare subito riparo, mettendo a rischio la loro vita insieme alle loro imbarcazioni. Senza contare il notevole dispendio economico che si avrà per i costi ormai insostenibili del gasolio che hanno duramente colpito la marineria.

  3) la sicurezza della navigazione notturna in quanto le luci di segnalazione delle torri eoliche sono causa di un notevole inquinamento visivo. I rischi di incidenti e collisione tra imbarcazioni e impatti contro le torri eoliche, infatti, possono aumentare sensibilmente in caso  di condizioni meteo marine avverse. Inoltre, l’area interessata alla interdizione e pericolo, si  estende ulteriormente in considerazione del calcolo della gittata della pala in caso di rottura, ma ancor più in caso di rottura di frammenti di essa e relativa gittata.

4) i 75,48 Km quadrati dell’impianto sottrarrebbero una vasta area per la pesca con grave danno economico. Infatti è risaputa la grande importanza della pesca, che dà lavoro a più di mille addetti tra imprese dirette e indotto solo tra Manfredonia e Zapponeta, e il turismo che sono la base portante di tutta l’economia locale.

 Temiamo infine che la quantità di pale del progetto SEANERGY S.R.L anche se fluttuanti potrebbero ugualmente modificare l‘assetto geomorfologico e la presenza della fauna e flora con probabili effetti negativi  sulla subsidenza ed erosione della costa, perché devierebbero i flussi del vento e delle correnti marine, danneggiando anche una delle zone ritenute dai ricercatori tra le più importanti di ripopolamento e di riproduzione ittica del Basso Adriatico e del  Mediterraneo.

Auspichiamo pertanto che sia evitato l’ennesimo INSULTO al nostro territorio: dopo aver devastato Campagne e colline della Capitanata si vuole offendere la dignità di un paesaggio come il Golfo di Manfredonia di una bellezza unica, un lago chiuso che nelle giornate terse  è un dipinto a olio che unisce il Gargano e la Murgia barese in un abbraccio  di luci dai mille colori.

Manfredonia 7 settembre 2023

ITALIA NOSTRA                                                                                        

Il Presidente                                                    Sezione Gargano Terre dell’Angelo                                                Michele Conoscitore

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