Energas: le ragioni del no
Oggetto: impianto di stoccaggio GPL e relative opere accessorie in agro di Manfredonia, proponente Energas/Q8. Procedimento autorizzativo in capo al Consiglio dei Ministri
Gli scriventi firmatari in relazione al procedimento autorizzativo in oggetto
Evidenziano e richiamano
1) la NON strategicità di questo deposito di GPL, combustibile funzionale a una ridotta area di consumi per riscaldamento in aree rurali e per autotrazione nei trasporti, il cui approvvigionamento è intanto soddisfatto da 9 infrastrutture di grossa taglia in altrettante aree industriali costiere e diversi impianti di raffinazione, per complessivi oltre 320.000 mc. Il GPL, si ricorda, non è utilizzato per la produzione termoelettrica, come il gas naturale.
Appare incomprensibile, quindi, l’inserimento di tale impianto nel Decreto cd “Semplificazioni bis” convertito con L.108 del 30.7.21 (allegato 1 bis, punto 3.2.5) tra le “Opere, impianti e infrastrutture necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)”, contemplando le infrastrutture di stoccaggio,
2) il problema sicurezza: sia nel procedimento VIA del 1997, sia in quello del 2013 si si legge che il sito del megadeposito disterebbe dall’aeroporto Militare Foggia-Amendola del 32° Stormo circa 40 Km, invece dei 12 Km reali, cosa non irrilevante per l’elevata importanza strategica di questo Aeroporto, con funzione dal gennaio 2022 di “Nato QRA” sede del sistema di difesa con velivoli telecomandati a distanza (droni), nonché attrezzato per ricevere gli F35 con testate nucleari e che può diventare un ghiotto obiettivo per un attentato vista la quantità abnorme di 60 milioni di di litri Gas GPL del deposito, di cui all’oggetto;
3) rischio sicurezza dal trasporto del GPL su ferrovia e strada: il continuo transito delle numerose ferro cisterne per l’unico nodo ferroviario, quello inglobato nella città di Foggia e il transito di centinaia di autocisterne al giorno sull’unica strada che collega il Gargano a Manfredonia -Foggia, che lambisce l’aeroporto di Amendola lo rendono insicuro, insieme alla sicurezza del traffico veicolare personale e aziendale;
4) Mancata valutazione del Rischio Sismico: il sito individuato per la sua istallazione è caratterizzato dalla presenza di diverse faglie attive che interferiscono con l’impianto Energas, così come testimoniato dagli eventi sismici catalogati dalle cartografie neotettoniche d’Italia e dagli studi ad essi correlati (così come evidenziato dai database nazionali dell’Istituto Nazionale Geofisica) Ai fini della sicurezza dell’impianto non è stato dimostrato che sismicamente non c’è rischio di rottura delle tubazioni del GPL e dei serbatoi di accumulo ed il relativo rischio incidente di grado “rilevante”, né si possono escludere eventi sismici ad elevata magnitudo. Gli studi di settore presentati dalla società Energas di Menale si rifanno alla richiesta di VIA del 1999, ossia a una normativa antecedente a tre successive norme più stringenti e al DM 17.01.2018 molto più severe in tema di sicurezza. A rigore non è stato prodotto un’analisi del rischio sismico e del rischio Tsunami (vedi EN1473), come evidenziato dallo studio di settore del Movimento Ecologista Europeo “Fare Ambiente” e di cui si allega copia;
4) l’inevitabile riapertura della procedura di infrazione comunitaria (causa C388/05) che ha già portato negli anni passati alla condanna dell’Italia (sentenza della Corte 20.9.2007) per alterazione di habitat prioritari con la industrializzazione nella stessa zona di una parte della ZPS ivi presente. Questo nuovo impianto industriale, inconfutabilmente ricadente in ZPS e segnatamente su habitat prioritari, determinerebbe nuovamente la stessa dinamica di degrado e sottrazione territoriale, con le stesse conseguenze;
5) le conseguenze di carattere sociale per il mancato rispetto della volontà popolare dopo OLTRE 20 ANNI di lotta all’impianto in questione, con osservazioni, controdeduzioni, ricorsi, denunce, attivismo, tensioni sociali, grandi manifestazioni studentesche, opposizioni di cittadini con migliaia di partecipanti, con raccolta di 8.000 firme in meno di un mese. La popolazione di Manfredonia, inoltre, ha dichiarato il suo deciso NO all’Energas con un plebiscito popolare, circa il 98% dei votanti (mai così tanti cittadini si sono recati alle urne) nel referendum popolare del 2016.
La comunità di Manfredonia è reduce di una trascorsa ed ancora attuale tragedia causata da un insediamento petrolchimico, ex EniChem, che l’ha vista ridotta in uno dei territori più inquinati d’Italia, Un inquinamento che ha determinato patologie e sofferenze indicibili riconosciute e documentate a livello scientifico.
Ribadiscono
L’opposizione decisa e non negoziabile all’impianto in questione, intendendo tutelare la sua vita futura ed il suo ambiente in piena sicurezza, sì come la Costituzione Italiana recita all’art. 3 e la sua volontà di essere artefice del proprio futuro economico nella valorizzazione della pesca e della balneazione. del patrimonio agro- alimentare ed enogastronomico, culturale, artistico e archeologico (sono in essere scavi archeologici dell’Università di Bari e Foggia di importanza europea),
Chiedono
– che, coerentemente con quanto sopra accennato, il Consiglio dei Ministri faccia propria la posizione di Regione Puglia e Comune di Manfredonia esprimendo un diniego finale che chiuda definitivamente questo annoso procedimento decisionale. – che la presente sia espressamente rimessa all’attenzione del Presidente del Consiglio nonché dei Ministri chiamati ad esprimersi.
Manfredonia, 18 febbraio 2023
Gli scriventi sottoscritori:
LIPU Puglia Presidente Enzo Cripezzi;
Italia Nostra Gargano terre dell’Angelo Il Presidente Michele Conoscitore;
Associazione Politico Culturale Manfredonia Nuova, La Presidente Iolanda D’Errico;
Fareambiente Puglia, Il Presidente Francesco Bacchelli
Caons, Comitato associazioni operanti nel sociale Il Presidente Ing. Starace Matteo;
Coordinamento Salute e Ambiente La Presidente Maria Rosa Porcu;
UCIIM: Unione Cattolica Insegnanti Presidente Arcangela Bisceglia;
AMCI: Associazione Medico Cattolici Italiani Il Presidente Giuseppe Grasso;
AMMI: Associazione Mogli dei Medici Italiana La Presidente Mariantonietta Totta;
Operatrice Turistica Manfredonia Vittoria De Salvia;
Magliette Bianche Portavoce Luigi Starace;
CittadinanzaAttiva Referente per Manfredonia Eleonora Pellico;
Ufficio Pastorale della salute, Arcidiocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
Direttore dott. Giuseppe Grasso;
Europa Verde -Verdi Manfredonia, Cooportavoce Alfredo De Luca e Innocenza Starace;
Cooperativa Pescatori Sirio, La Presidente Michela Di Candia;
Yachting club Marina del Gargano, Presente Luigi Tridello;
Rotary club Manfredonia, il Presidente dott. Lorenzo Mantuano

Elezioni del centro sociale anziani di Manfredonia il 28 febbraio e 1 marzo
Marasco ringrazia gli eroi del Commissariato di Manfredonia