Danni della fauna selvatica, la nota di Luigi Le Noci, presidente Arci Caccia Manfredonia

In merito all’articolo apparso sui siti informatici, ho letto ed apprezzato quanto detto dal presidente regionale della Cia sui danni causati agli agricoltori da parte dei cinghiali a Monte Sant’Angelo. (Il problema è in tutta la regione).

Aggiungo che, come apparso da altro articolo di Coldiretti, che i danni sono ben oltre i cinghiali, ci sono storni, lepri e corvidi facente parti delle specie cacciabili , tranne lo storno che potrebbe essere dato in deroga, ed alla taccola vietata per legge. Poi ci sono i lupi che sono specie super protetta e qui nessuno può risolvere il problema se non i cani da pastore. 

Mi compiaccio con codeste associazioni con cui ho avuto un incontro in smart work, però vorrei sapere del perché  qualche loro rappresentante in seno al comitato tecnico faunistico venatorio regionale, remi contro chi da secoli va in simbiosi con il mondo agricolo e cioè il mondo venatorio. Gli agricoltori vogliono e chiedono l’aiuto dei cacciatori nel rispetto delle regole, almeno per alleviare la pressione di questi animali nei campi, visto che i risarcimenti a volte ci sono ed a volte no, ma non soddisfano il danno causato.Quello che chiedo è del perché qualche loro rappresentante in seno al CTFV non è d’accordo ad un calendario venatorio con le giornate a scelta? 

Primo: perché il cacciatore oltre all’agricoltore è il primo a monitorare il territorio da eventuali deturpamenti o da incendi.

Secondo:perché se il cacciatore va nei terreni, è tenuto a rispettare la legge e quindi a non poter accedere dove ci sono colture in atto.

Terzo: il Cacciatore essendo una persona che lavora e rispettoso delle leggi deve poter andare quando ha la possibilità e non quando gli viene imposto. Inoltre  paga fior di soldi che vengono divisi tra governo, regione ed atc a cui destina  un’incente somma (pare 130000€ a Foggia), destinate a fondi agricoli lasciati a maggese ed altro per gli agricoltori. 

I rappresentanti al comitato faunistico sono delegati dal presidente regionale e devono rilasciare il loro consenso a fronte del parere delle altre province e non quello personale. Quindi si chiede nel rispetto del legislatore e del mondo degli agricoltori di poter far esercitare l’attività venatoria in modo che i danni vengano alleviati, e  questo non è solo il mio pensiero, ma quello di tanti agricoltori che chiedono aiuto al mondo venatorio.

Nel Buon senso per tutti,auguro Buon Lavoro al mondo lavorativo agricolo ed a quello delle cariche istituzionali degli stessi, ascoltando chi ci rimette di tasca propria con i danni da fauna selvatica. 

Luigi Le Noci

Presidente Arci Caccia Manfredonia

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