Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di veicoli rubati. La Polizia Stradale esegue otto fermi
Una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha consentito di acquisire un significativo quadro indiziario in ordine all’operatività di un gruppo criminale e di ricostruire le diverse fasi dell’attività illecita posta in essere.
In particolare, in data 22 settembre 2026, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, sono stati eseguiti otto fermi di indiziati di delitto, successivamente convalidati dall’A.G., nei confronti di soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un’associazione per delinquere operante sul territorio della provincia di Foggia. In data 24 settembre u.s., il GIP applicava nei confronti degli stessi fermati la misura cautelare della custodia in carcere.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’attività criminale sarebbe dedita alla ricettazione ed al riciclaggio di autovetture provento di furto, successivamente “cannibalizzate” per consentire la commercializzazione delle relative componenti.
Le indagini hanno permesso di ricostruire una presunta e strutturata filiera criminale, articolata in diverse fasi: dalla movimentazione e occultamento di veicoli, allo smontaggio presso appositi siti, fino allo stoccaggio delle componenti ed alla successiva distruzione e compattazione delle scocche, con conseguente alterazione e perdita degli elementi identificativi dei mezzi.
La fase esecutiva dei provvedimenti è stata attuata dalla Sezione Polizia Stradale di Foggia, sotto il coordinamento del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, con la collaborazione di altri Reparti della Polizia di Stato, dei Carabinieri del NIPAAF di Foggia e della Polizia Municipale di Foggia.
Seguiranno aggiornamenti in occasione della conferenza stampa che si terrà in data 26.09.26.
Va precisato che la posizione delle persone coinvolte nelle predette operazioni di polizia è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronunzia di una sentenza di condanna definitiva.

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